La Nuova Sardegna

LE REAZIONI»L’ANALISI DEL RISULTATO

CAGLIARI. Il Pd farà autocoscienza venerdì, a Oristano, nella direzione regionale. Convocata per ieri, è stata rinviata a fine settimana pare per motivi tecnici, ma è più probabile che servisse più...

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Il Pd farà autocoscienza venerdì, a Oristano, nella direzione regionale. Convocata per ieri, è stata rinviata a fine settimana pare per motivi tecnici, ma è più probabile che servisse più tempo per elaborare il lutto della sconfitta. Nel frattempo il segretario regionale Renato Soru, al suo primo test elettorale da quando è stato nominato, non si è sottratto al peso delle dichiarazioni a caldo. «Il risultato dei ballottaggi – ha detto – ci consegna una forte e doppia responsabilità: portare a compimento la grande sfida della città metropolitana di Cagliari e ripartire dalla politica sui territori, con proposte credibili e condivise che possano tradursi in stimolo concreto per il Consiglio e la Giunta regionale». Fatta la premessa e detto che a Quartu «siamo riusciti a interpretare le esigenze e la voglia di rilancio di chi per cinque anni è stato governato dal centrodestra», Soru entra nel merito della sconfitta negli altri Comuni. «A Nuoro, Sestu e Porto Torres il voto non ci ha premiato e quanto accaduto impone una riflessione approfondita al nostro partito e a tutto il centrosinistra». Secondo il segretario «a pesare, in una situazione resa difficile dalla crisi economica, è stato il forte astensionismo e l’inefficacia di una politica locale troppo spesso autoreferenziale e divisa per appartenenze, incapace di dare risposte concrete alle comunità». Mentre – sempre secondo l’analisi di Soru – «abbiamo visto all’opera nuovi catalizzatori di energie, nuovi soggetti la cui influenza è inversamente proporzionale all’efficacia della proposta politica dei poli tradizionali». Per poi passare all’autocritica: «Il calo dell’affluenza è un sintomo preoccupante di sfiducia e il Pd, nato per allargare la partecipazione, in queste amministrative non è riuscito a essere la casa dove i cittadini possono discutere del proprio destino». Uno sguardo al futuro: «In questo scenario, il Pd ha la responsabilità ora più che mai di costruire un cambiamento vero, oltre le rendite di posizione e gli equilibri interni» e «in questi mesi saremo chiamati a dimostrare di rappresentare l’alternativa più credibile e lungimirante per l’isola». Di coraggio parla anche il presidente del Partito dei sardi Franciscu Sedda: «Dobbiamo avere la forza di accelerare nel cambiamento e approfondire la trasformazione della realtà attraverso un’azione di governo che abbia come guida la pratica della sovranità e la presa di responsabilità dei sardi verso la propria terra. Ora più che mai bisogna osare». Sul fronte del centrodestra a commentare le elezioni sono il capogruppo di Riformatori in Consiglio regionale e il coordinatore di Forza Italia Ugo Cappellacci. Per il primo «gli elettori hanno punito un centrosinistra che non sa governare e in cui regna il caos. Soprattutto in una Giunta che non è riuscita a produrre nulla di concreto e di cui i sardi si sono già stufati». Per Cappellacci invece «l’ondata di Renzi si è fermata e quella di Pigliaru non è mai cominciata. Il presidente della Regione – prosegue – si è finora distinto per la sua obbedienza al Governo e al segretario regionale del Pd ». Lanciata l’ennesima stoccata, l’ex governatore si dice molto preoccupato per l’astensionismo che si è manifestato anche alle elezioni comunali: «Preoccupa davvero, perché, se non invertiamo la tendenza, il rischio è che alla fine vadano a votare le cosiddette truppe di questa o quella fazione o che si alimenti il voto clientelare». (ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative