Lingua blu, stop al blocco: sconfitto il sierotipo 4
Una parte dei capi ovini adesso potrà essere portata fuori dalla Sardegna. Resta attivo ancora il sierotipo 1, ma la campagna di vaccinazione va avanti
CAGLIARI. Un passo avanti fondamentale nella lotta alla blue tongue. Il sierotipo 4 della Lingua blu non è più presente in Sardegna. L’annuncio arriva dall’assessore alla Sanità Luigi Arru che in questi mesi è stato in prima linea nella lotta alla malattia che ha colpito in modo devastante il patrimonio ovino nell’isola.
A certificare la scomparsa del sierotipo è la Commissione europea dopo i controlli di sorveglianza sierologica fatti nel territorio.
Lo sblocco. La Regione ha immediatamente recepito la direttiva Ue, consentendo la rapida commercializzazione dei capi bovini e ovini. «Questo significa – spiega l'assessore Arru – che non è più necessario effettuare il test virologico per escludere la presenza sui capi destinati all'esportazione della Lingua blu. Questo consente di facilitarne la movimentazione in tutto il resto dell’Italia».
I vaccini. I capi potranno essere movimentati dalla Sardegna verso il restante territorio nazionale a condizione che siano vaccinati per il sierotipo 1, che è ancora presente in Sardegna. Ci deve essere assenza di circolazione virale, anche solo sospetta, nei 30 giorni precedenti alla movimentazione in una azienda che si trova nel raggio di 4 chilometri. È richiesto anche il nulla osta del servizio veterinario di destinazione almeno 48 ore prima della partenza. I mezzi di trasporto con i quali viaggerà l'animale dovranno essere trattati con sostanze antiparassitarie. I risultati degli esami sul territorio hanno evidenziato come in Sardegna negli anni 2013 e 2014 abbia circolato esclusivamente il sierotipo 1 e ora si proceda solo a questo tipo di vaccinazione.
La battaglia. La regione porta avanti una campagna di interventi sugli ovini e sui bovini. Sono stati fatti circa 2 milioni d’interventi sui soli ovini. Circa 40mila sono già stati completati sui bovini. Questo ha permesso di assicurare una copertura delle vaccinazioni del 65 per cento. Arru all’inizio di giugno aveva annunciato che per la data di chiusura della campagna la copertura con i vaccini sarebbe arrivata all’80 per cento dei capi ovini».
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