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il caso

Basi militari? C'è chi dice sì: il 29 giugno manifestazione a favore

Il volantino con l'invito alla manifestazione
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Il volantino con l'invito alla manifestazione

L'organizzatore è il sindaco di Decimoputzu: «Dall’esercito unico reddito certo per il nostro territorio»

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DECIMOPUTZU. Tutti in marcia per difendere le basi. Nessun timore. Ferruccio Collu da buon sindaco protegge l’unica voce che non conosce crisi del suo Pil: la base militare di Decimomannu. E ci crede tanto da organizzare una marcia in difesa delle servitù. Doveva svolgersi questa mattina, con partenza proprio dal suo paese e arrivo davanti alla base, ma è stata rinviata a lunedì 29. «L’ho fatto per consentire a tutti di organizzarsi bene – dice –, ma lunedì 29 si farà».

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Il tam tam. La manifestazione originale è organizzata quasi sottovoce. Collu ha inviato una lettera piena di motivazioni a tutti i sindaci dei paesi che ruotano intorno alle basi militari. Il Comune ha anche stampato una serie di volantini distribuiti per la città. A leggerli sembrano tutti contenere una serie di errori di stampa. “Sì alle servitù, sì alle basi, sì alle esercitazioni”. E poi il richiamo a tutti i concittadini a partecipare alla manifestazione.

Le ragioni. Nessuna paura di spiegare la sua posizione. «Mi chiedo cosa dovrei fare davanti a una crisi devastante del territorio. La base di Decimomannu assicura 70 posti di lavoro – spiega – tra personale e indotto. Per il mio comune è tutto gettito Irpef. Con l’addizionale pago i cantieri occupazionali. Senza i soldi dovrei mandare miei concittadini a casa. Gli stipendi vengono spesi sul territorio. Affitti, consumi, tutto reddito che finisce a Decimoputzu. Perché dovrei combattere la base. Al contrario. Io la difendo e per questo ho inviato una lettera a tutti i sindaci e li ho chiamati a raccolta per far capire all’opinione pubbliche».

Effetto La Maddalena. E il sindaco spiega anche qual è lo spettro che agita i sogni da primo cittadino. «Non vogliamo che anche qua accada la stessa cosa successa alla Maddalena– dice –. Quando sono andati via gli americani non è stata data nessuna reale alternativa. Gli effetti si vedono ancora oggi. Dobbiamo essere realisti e difendere quello che dà un reddito certo al territorio. Dico anche che la mia non è una posizione ideologica. Se mi garantissero gli stessi posti di lavoro a me non cambierebbe nulla». Nessun dubbio sul successo dell’iniziativa. «Sono sicuro che lunedì ci saranno tante persone a sostenerci». E nella lettera inviata ai sindaci ribadisce: «Si vogliono screditare le strutture al servizio delle forze armate. Queste rappresentano un baluardo per garantire la pace e per dare reddito diretto e indiretto per il nostro territorio». (l.roj)

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