Lotta contro fumo e alcol, il piano di prevenzione della Regione
Tra gli obiettivi annunciati dall'assessore alla Salute Luigi Arru anche l'estensione a tutte le Asl degli esami per diagnosticare alcuni tumori
CAGLIARI. Prevenire è meglio che curare: facendo proprio il famoso slogan anche in ottica di risparmio delle risorse, la Regione Sardegna punta a ridurre dal 27 al 25% la percentuale di fumatori nell’isola, far calare dal 19,3 al 16,5% il numero dei consumatori di alcol (il dato nazionale è del 16,7%) ed estendere da poco più del 60% al 100% la prevenzione diagnostica del tumore alla cervice uterina, del colon retto e della mammella e l’uso esclusivo del test Hpv (papilloma a virus) a tutte le Asl.
Il tutto entro il 2018. Sono alcuni degli obiettivi del piano quadriennale regionale di prevenzione (Prp), il quadro strategico delle politiche di promozione della salute, appena approvato dalla Giunta e presentato giovedì 18 dall’assessore alla Salute Luigi Arru.
Il piano, che recepisce quello nazionale, è stato elaborato in base alle esigenze del territorio e adeguato alle specificità della Sardegna «partendo dal basso», ha spiegato Arru, con l’aiuto di una équipe multidisciplinare composta da nove gruppi di lavoro e oltre 150 operatori.
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Le risorse in campo per l’attuazione del piano ammontano in totale a 42 milioni di euro, sei per il 2015 e dodici per ogni anno fino al 2018, e vengono attinte dal Fondo sanitario regionale.
Tra i dieci macro-obiettivi previsti ci sono anche gli screening neonatali dei disturbi neurosensoriali, la prevenzione delle dipendenze, degli incidenti stradali e domestici, la sicurezza alimentare e la riduzione delle esposizioni ambientali potenzialmente dannose.
In particolare, riguardo alla sorveglianza epidemiologica, il piano prevede l’attivazione del Registro regionale dei tumori e della rete epidemiologica con l’obiettivo di realizzare uno studio sull’esposizione alle sostanze contaminanti ambientali a cui determinate popolazioni sono esposte.
«Si stima che per ogni milione speso in prevenzione ci sia un risparmio di tre milioni sul fronte delle cure», ha spiegato l’assessore Arru evidenziando l’importanza del Prp, «si tratta perciò di un investimento ad alto valore aggiunto».
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