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Super mutuo, firmato il contratto

Super mutuo, firmato il contratto

Paci: «Indispensabile per dare una scossa». Cappellacci: «È solo un altro debito»

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CAGLIARI. Il contratto con la Cassa depositi e prestiti è stato firmato. La Regione ha ottenuto il prestito da 700 milioni per realizzare 259 opere pubbliche nei prossimi anni. È un debito a tutti gli effetti, ma secondo l’assessore al Bilancio Raffaele Paci era un passaggio obbligato. «Quando la domanda interna è bassa – ha detto – e i tassi d’interesse sono bassi, chi amministra deve indebitarsi. Lo deve fare per far ripartire la domanda e dare una sferzata all’economia che ha bisogno di una spinta pubblica per rimettersi in moto». Secondo le prime stime, l’apertura dei cantieri fra strade, dighe e rete idrica dovrebbe valere almeno mille buste paga in più.

La polemica. Di tutt’altro avviso l’ex governatore Ugo Cappellacci (Forza Italia): «La verità è che il centrosinistra ha scelto di scaricare sui sardi un debito in più, mentre avrebbe dovuto avere il coraggio di pretendere dal Governo le entrate ancora negate alla Sardegna». Se solo l’ipotesi del maxi mutuo aveva scatenato la bagarre fra maggioranza e opposizione, la firma del contratto ha reso ancora più accesa la polemica. E infatti l’assessore Paci è stato deciso nel dire: «Dovevamo dare una scossa e la cominceremo a dare con l’utilizzo immediato di almeno 90 milioni su 700 in questi ultimi sei mesi dell’anno». Ma Cappellacci ha controreplicato: «Macchè professori in economia: chi è in Giunta ha preferito non chiedere il maltolto a Renzi e bussare alla porta della Cassa depositi e prestiti». Lo scontro di sicuro andrà avanti anche nelle prossime settimane.

Le condizioni. Il mutuo potrà essere utilizzato per otto anni e sarà estinto alla fine del 2043. I 20 anni di ammortamento partiranno alla fine dei primi otto. Il tasso d’interesse potrà essere fisso o variabile. Nel primo caso – stando alle attuali tabelle – dovrebbe essere del 3,06 per cento, cioè 2 punti in più di quello base che è intorno all’1,06. In altre parole, oltre il capitale (700 milioni) la Regione pagherà circa 220 milioni d’interessi in 28 anni, Per quanto riguarda ancora l’utilizzo del mutuo, potrà essere massimo di 150 milioni all’anno, con una rata massima semestrale di 24 milioni.

Le opere. Proprio ieri la Giunta ha dato il via libera definitivo al Piano infrastrutture presentato a suo tempo dall’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda e che è stato corretto dopo alcune osservazioni della commissione Infrastrutture del Consiglio regionale. La ripartizione del prestito sarà questa: 52 milioni saranno destinati all’edilizia scolastica e universitaria, 41 all’edilizia pubblica, 189 per la difesa del suolo e contro i rischi idrogeologici, 134 al sistema idrico, 157 saranno investi nella viabilità. E ancora: 26 milioni per la costruzione e l’ampliamento dei porti, 22 andranno alle infrastrutture industriali, 40 saranno girati alle opere realizzate dai Comuni. (ua)

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