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Ganau e Pigliaru in campo: più diritti per la Sardegna

Ganau e Pigliaru in campo: più diritti per la Sardegna

Doppia missione in Parlamento e a Palazzo Chigi per la riforma dello Statuto Decisa la posizione: «L’insularità deve essere riconosciuta e indennizzata»

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CAGLIARI. L’operazione difesa dello Statuto è cominciata di gran carriera. I presidenti della Giunta e del Consiglio, Francesco Pigliaru e Gianfranco Ganau, sono scesi in campo insieme. La loro missione a Roma è stata su due fronti: il Governo e il Parlamento.

Ganau. «Le ragioni della specialità della Sardegna non solo sono attuali ma oggi ancora più evidenti, incisive e profonde visto che nascono da cause oggettive, l’insularità, oltre che storiche, politiche e istituzionali, oppure legate agli effetti della crisi nell’isola ancora più devastante». Così il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau, convocato dalla commissione bicamerale sulle Regioni, ha ribadito che «la specificità dell’autonomia non è certo un privilegio». Il presidente si è soffermato a lungo sulle carenze patite dall'isola, «il deficit infrastrutturale, la mancanza di energia a basso costo, i trasporti, la forte presenza delle servitù militari e anche solo l’ipotesi, respinta al mittente, che nell’isola sia realizzato il deposito nazionale delle scorie: tutto è diventato un peso insopportabile». Per Ganau è evidente che finora «la Sardegna non ha visto riconosciuti i suoi diritti ed è per questo che devono cambiare i rapporti istituzionali fra lo Stato e la Regione». Il traguardo non può essere certo quello di mettere in discussione gli Statuti speciali ma «deve esserci invece una piena attuazione per arrivare a una reale crescita sociale ed economica». Pigliaru. Sarà una commissione paritaria a elaborare un percorso comune tra le Regioni speciali e il Governo per «armonizzazione la revisione degli Statuti con la riforma della Costituzione». È quanto emerso nell’incontro fra il presidente Francesco Pigliaru e il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa. Intorno al tavolo anche le altre Regioni speciali e l’assessore regionale alle Rifome Gianmario Demuro. «Abbiamo sostenuto – è scritto in un comunicato – con determinazione le ragioni della Sardegna e proprio dalla nuova commissione paritetica possono arrivare le soluzioni , compresa una nuova intesa fra le Regioni e lo Stato, per far sì che la nostra specificità, cioè essere un’isola, sia riconosciuta non solo nelle norme, ma anche come risarcimento per quei diritti ancora negati».

La commissione paritetica sarà convocata fra una settimana e «dovrà scrivere le regole e trovare una linea comune – ha detto l’assessore Demuro – perché gli Statuti speciali siano non ridimensionati ma potenziati».

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