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Il via alle indagini dopo l’attentato ai carabinieri

L’episodio dal quale ha preso il via l’inchiesta sulla nuova “sindacopoli” risale all’estate di due anni fa. Pochi minuti prima della mezzanotte del 5 agosto 2013, in via Marconi, ignoti avevano...

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L’episodio dal quale ha preso il via l’inchiesta sulla nuova “sindacopoli” risale all’estate di due anni fa. Pochi minuti prima della mezzanotte del 5 agosto 2013, in via Marconi, ignoti avevano cosparso di benzina e dato fuoco alla Fiat Punto e alla Lancia Y del comandante e del vice comandante della stazione dei carabinieri di Burgos. I mezzi erano parcheggiati a una cinquantina di metri dalla caserma. L'allarme era scattato immediatamente, ma quando era stato completato l'intervento di spegnimento, delle due auto erano rimaste solo le carrozzerie annerite. Gli incendiari avevano utilizzato liquido infiammabile e le fiamme si erano propagate anche a una abitazione vicina, mettendo seriamente in pericolo le persone all’interno.

In quella occasione, i carabinieri - su disposizione dell’allora comandante provinciale Pietro Salsano che ha seguito direttamente l’attività investigativa - avevano concentrato l’attenzione su alcune persone sospette. Vennero disposte anche una serie di attività tecniche. Sotto controllo finirono anche le utenze telefoniche in uso al Comune di Burgos, e sistemate microspie su alcune auto. Da quelle indagini (non è ancora concluso il lavoro sugli attentati) era emersa una gestione non proprio limpida del personale e dei mezzi.

E una serie di condotte illecite nella gestione della cosa pubblica. (g.b.)

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