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Saremar, la fine a un passo partiti i licenziamenti

Saremar, la fine a un passo partiti i licenziamenti

Da oggi i 167 dipendenti riceveranno le lettere che chiudono il rapporto di lavoro Inutile l’incontro tra Regione e sindacati. La Cgil: «Ora intervenga Pigliaru»

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CAGLIARI. Un altro passo verso l’abisso. La Saremar continua ad affondare. Si è chiusa ieri la trattativa tra sindacati e Regione con un mancato accordo. E proprio per questo sono partite le 167 lettere di licenziamento per i dipendenti Saremar. Entro la fine dell’anno resteranno tutti senza lavoro. La compagnia è in concordato fallimentare e deve vendere tutte le sue navi entro la fine dell’anno. Di fatto si avvia a scomparire. Scontato che il personale non possa più lavorare.

La Regione da tempo ha preso una via precisa. Bando di gara per la gestione dei collegamenti con le isole minori e una clausola che premi le aziende che assumeranno i lavoratori della Saremar.

I sindacati. I sindacati chiedono una soluzione diversa. Una parte spinge per la creazione di una divisione marittima dell’Arst che acquisti una parte delle azioni della Saremar e crei una società mista che gestisca le tratte minori. «Ritengo sia l’unica soluzione percorribile – dice il segretario della Filt Cgil Arnaldo Boeddu –. Si è conclusa la fase ufficiale della vertenza Saremar durata 60 giorni. Da quando la Saremar ha aperto la procedura del licenziamento collettivo dei 167 marittimi. Alcuni giorni fa sono è stata votata una leggina per cercare un advisor per la privatizzazione della società. Già da oggi sanno inviate a ciascuno dei 167 marittimi le lettere di preavviso di licenziamento. Resta la speranza che nell’ulteriore riunione da svolgersi in Regione si possa trovare una soluzione politica. E non ci resta che chiedere l’intervento diretto del governatore Francesco Pigliaru».

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