Lo scorso anno il ritrovamento del Tripoli
La più grande impresa rimane quella realizzata a novembre a Capo Figari dalla Marina Militare
OLBIA. La più bella impresa nel campo del ritrovamento di relitti in fondo al mare, di cui pullula la Gallura, è sicuramente quella realizzata dalla Marina Militare con l’ausilio del ministero dei beni culturali. Sui fondali profondissimi al largo di Capo Figari è stata infatti individuata, all’inizio di novembre dello scorso anno, la nave Tripoli. Un postale affondato da un sottomarino tedesco nel 1918, dunque nelle ultime battute della prima guerra mondiale. Una grande impresa, realizzata grazie all’altissima tecnologia. Nella zona dell’affondamento è stato inviato il cacciamine Vieste, una unità della Classe Lerici, equipaggiata con sistemi e apparecchiature che consentono di determinare, con precisione, la presenza sul fondale marino di mine e di oggetti di diversa natura e dimensioni. La nave ipertecnologica, a bordo anche un meraviglioso marchingegno telecomandato. Si chiama Auv (Autonomous Underwater Vehicle) Hugin 1000. Un nome che rievoca i robot di Guerre stellari. Un portento della tecnica, dotato di telecamera, che è stato capace di esplorare un'area di circa 4 miglia quadrate sul fondale sopra il quale si è posizionato il Vieste a circa venti miglia al largo di Capo Figari. Dopo pochi giorni il Tripoli è stato individuato e filmato, rimandando ai computer di bordo le immagini che sembravano uscire dall’epopea della conquista della Luna. La nave affondata nel 1918 bianca, era adagiata dritta sul fondo sabbioso, quasi non fosse stata scalfita dal tempo. (en.g.)
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