Scuola, altri tre giorni di mobilitazione
Non cessa la protesta contro la riforma: organizzati presìdi da tutti i sindacati oggi, domani e giovedì
SASSARI. Avanti tutta: la protesta dei professori sardi contro la riforma della scuola continua a oltranza. Tante le iniziative di lotta. In campo diversi coordinamenti spontanei. Come all’Alberghiero di Sassari, dove ieri mattina numerosi docenti si sono incatenati davanti all’istituto innanzando cartelli per contestare i provvedimenti voluti dal premier Renzi in fase di discussione parlamentare. Sempre sul piede di guerra poi i sindacati. In particolare Cobas, confederali e altri autonomi. Oltre a centinaia di precari in attesa di un’assunzione a volte da molti anni.
Prefettura di Cagliari, Ufficio scolastico sardo e Consiglio regionale: questi i luoghi scelti nell’isola per tre giorni di protesta, in concomitanza con mobilitazioni in tutta Italia, contro la riforma del governo. Primo appuntamento oggi alle 18 e poi domani e dopodamni alla stessa ora per i presìdi organizzati unitariamente da Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals, Confsal, Fgu, Gilda, Cobas, movimenti degli studenti come l’Unione, altri coordinamenti e tante associazioni culturali.
«Il fronte unitario impegnato nelle ultime settimane nella difesa della scuola pubblica è più che mai compatto e, in vista della discussione in Senato, si mobilita per rivendicare - oltre all’assunzione di tutti i precari, insegnanti e personale Ata - il ritiro del disegno di legge», si afferma in un comunicato congiunto reso noto dalle sigle sindacali sarde e delle organizzazioni che le sostengono.
«Il governo – sottolinea poi la Flc di Cagliari – continua imperterrito ad attuare la politica del ricatto e della minaccia. Prende in ostaggio i lavoratori precari per far passare una riforma che distruggerà la scuola rendendola antidemocratica e aziendalistica, con un danno enorme per la nostra società e per il i nostri giovani».
Altrettanto duro il commento dei Cobas, che assieme agli altri sindacati nei giorni scorsi hanno contribuito a far rinviare gli scrutini nella gran parte delle classi della Sardegna. Spiegano infatti i dirigenti dei Comitati di base: «Il punto culminante della protesta sarà proprio oggi. Con manifestazioni unitarie in tutte le città, quando il “maxi emendamento” verrà presentato – salvo ulteriori giravolte – in Commissione. La protesta continuerà poi domani e dopo, quando il testo, se non si bloccherà in commissione, potrebbe arrivare in aula per il voto finale». «In ogni caso – concludono i Cobas – non daremo tregua a Renzi: resteremo mobilitati fino al ritiro definitivo del ddl “cattiva scuola”, uno zombie che non si rassegna a una pietosa sepoltura, e saremo in piazza fino all’emanazione del decreto stabilizza-precari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
