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All’Expo è di scena la rivincita del porcetto

All’Expo è di scena la rivincita del porcetto

Domani a Milano prime prove Coldiretti per il rilancio delle esportazioni, ci sarà l’assessore Arru

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MILANO. Grazie alla deroga speciale del ministero della Salute all’Expo si potrà gustare il maialetto sardo, che il 21 aprile scorso, dopo 1.248 giorni di divieto, ha potuto varcare i confini dell’isola. L’appuntamento è per domani al Padiglione della Coldiretti, nel tratto iniziale della sona chiamata Cardo, ingresso sud. Qui insieme al presidente nazionale dell’associazione, Roberto Moncalvo, ci saranno gli allevatori della Sardegna «per festeggiare lo storico evento ma anche per avere certezze sul futuro di un settore determinante per l’economia dell’isola». Il porcetto sarà sorvegliato speciale, in tutte le fasi di arrivo, preparazione, cottura e distribuzione, da parte della Asl di Milano che è stata preventivamente informata dell’iniziativa e garantirà il rispetto delle procedure. Nella kermesse il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu e Luca Saba, presenteranno il progetto per il rilancio della suinicoltura isolana finalizzato all’esportazione. Inoltre saranno illustrati i risultati di una curiosa indagine su quali cibi particolari gli italiani sarebbero desiderosi di mangiare all’Expo e quali invece rifiuterebbero con sdegno. Con l’occasione sarà illustrato il nuovo programma della ristorazione contadina che animerà «Farmers Inn» di Campagna Amica ad Expo per colazioni, merende, pranzi, aperitivi, cene e happy hour proposti direttamente dagli agricoltori. Alla manifestazione di domani dovrebbe prendere parte l’assessore regionale alla Sanità.Luigi Arru è stato infatti tra i politici che più si sono battuti per consentire al porcetto di varcare il Tirreno, dopo essere stato sottoposto a un particolare processo di termizzazione, e di poter così essere presente negli stand sardi della grande manifestazione internazionale nonostante la peste suina africana.

Ultima curiosità: lo sdoganamento del maialetto ha riportato in voga nell’immaginario collettivo nazionale una definizione mai passata di moda. Il prodotto della zootecnia sarda nei tg, nei siti e persino in qualche agenzia continua a venire chiamato, non si sa bene perché, “porceddu”. Definizione improbabile in qualsiasi delle varianti idiomatiche isolane. Ma evidentemente refrattaria a ogni tentativo di correzione: almeno per ora quasi più forte dello stesso blocco imposto dalle epidemie.

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