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La Cisl: «M&B falliti, 2mila cervelli in fuga dall’isola»

La Cisl: «M&B falliti, 2mila cervelli in fuga dall’isola»

MILANO. «Bisogna ripensare profondamente il programma Master and Back: in 10 anni è costato alla Sardegna oltre 195 milioni, ne hanno beneficiato 3.948 giovani che hanno svolto un percorso di alta...

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MILANO. «Bisogna ripensare profondamente il programma Master and Back: in 10 anni è costato alla Sardegna oltre 195 milioni, ne hanno beneficiato 3.948 giovani che hanno svolto un percorso di alta formazione, ma la fuga dei cervelli è continuata senza soste». La denuncia è della Cisl Sardegna, che porta a supporto delle sue affermazioni una valanga di dati. «Il costo medio individuale del percorso formativo è stato pari a quasi 50.000 euro – spiega la dirigente sarda del sindacato Oriana Putrzolu – Un investimento di grandi proporzioni di cui hanno beneficiato soprattutto le regioni dove i laureati sardi hanno frequentato il master: circa il 60% degli iperprofessionalizzati non sono infatti rientrati in Sardegna per il back, il periodo di lavoro che doveva seguire al master». Perciò Putzolu parla di «nuova emigrazione finanziata dalla Regione» peraltro «pienamente giustificata dal fatto che la Sardegna non è ancora in grado di offrire a gran parte dei suoi giovani le opportunità lavorative da loro richieste, rispondenti cioè al titolo di studio e alla professionalità acquisita».

In questo senso – si legge in una nota siglata dal segretario – dice tutto il numero dei giovani che hanno svolto un percorso di rientro: solo 1.985, poco meno la metà dei 3.948 «partiti». Il sindacato condivide il giudizio dato dal valutatore indipendente della società Iris - che, a proposito del «Master and back»( secondo bando), scrive: «Il programma M&B appare non riuscire a camminare con entrambe le gambe, risultando deficitario specialmente nella capacità di »riportare a casa i cervelli in fuga». Ma perché i laureati che hanno fatto il master lontano dall’isola non rientrano? La Cisl anche su questo punto sposa ancora le considerazioni dell’Agenzia di valutazione. Che spiega: «Il motivo è sostanzialmente imputabile al mercato del lavoro più dinamico. A un anno dalla conclusione del percorso, il 34,2% dei giovani che vivevano fuori dalla Sardegna aveva infatti ricevuto un’offerta di lavoro». Di fronte a questa situazione di maggior favore molti giovani hanno preferito non tornare. Perché, in caso contrario, sostiene ancora Iris, avrebbero dovuto «accettare opportunità offerte dal percorso di rientro economicamente poco allettanti, contrattualmente insicure o scarsamente coerenti con il profilo professionale». Da qui l’ulteriore considerazione della Cisl: «Il fatto è che la domanda interna sarda non è in grado di rispondere alle attese dei giovani laureati con master: imprese piccole, in larga parte indebolite dalla crisi economica, poco specializzate in alta tecnologia. Gli enti locali, a loro volta, hanno dovuto rispondere al blocco del turn-over. Infine ci si confrontacon università sempre meno capaci di assorbire le competenze dei M&B».

La parola adesso passa alla giunta Pigliaru. Su questo tema riguardante sviluppo e lavoro, la Cisl in occasione del dibattito sulla nuova programmazione ha presentato una serie di proposte. «Anche su M&B – conclude la nota – è necessario un confronto con i sindacati».

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