Via libera al bilancio 2014 La spesa continua a crescere
CAGLIARI. Il bilancio 2014 della Regione ha ottenuto lo scontato bollino verde della Corte dei conti. Ma il lasciapassare della sezione di controllo non vuol dire che tutto va bene. Anzi, le zone...
CAGLIARI. Il bilancio 2014 della Regione ha ottenuto lo scontato bollino verde della Corte dei conti. Ma il lasciapassare della sezione di controllo non vuol dire che tutto va bene. Anzi, le zone grigie sono molto e prima di tutto questa: le spese obbligatorie, stipendi e sanità, continuano a essere troppo pesanti e rimane poco o nulla per gli investimenti. Qualcosa potrebbe cambiare il prossimo anno col pareggio di bilancio, perché questa è stata l’ultima stagione della contabilità in attivo o in disavanzo. Questa volta l’anno si è chiuso con un avanzo di 36milioni dopo una drastica operazione pulizia nelle attività e nelle passività, anche se poi il risultato finale segna un meno 504 milioni per effetto dell’accantonamento destinato a coprire il rischio di vecchi costi non ancora onorati ma che potrebbero essere pagati in qualunque momento.
Le entrate. In tutto sono state 6,9 miliardi. Ma i trasferimenti dello Stato sono ancora diminuiti per il minor gettito fiscale, colpa della crisi, nazionale e regionali. Anche se la vertenza entrate seppure non conclusa dovrebbe migliorare lo scenario.
Le spese. In tutto sono state 7,1 miliardi ma il 68 per cento del bilancio della Regione 2014 è stato destinato alle spese obbligatorie: 1,2 miliardi per il funzionamento della macchina, 3,8 ingoiati da sanità e politiche sociali, 1,3 è l’ammontare del fondo unico destinato agli enti locali, 316 milioni è il costo dei trasporti pubblici. «La realtà – è scritto nella relazione del giudice Lucia d’Ambrosio, presidente Francesco Petronio – che per gli investimenti rimane solo una minima parte». Con in più l’aggravante che stipendi e sanità sono voci in aumento.
Le solite pecche. Tre: la lentezza nel pagamento dei debiti commerciali, il ritardo nell’utilizzo dei fondi europei e la confusione nei bilanci delle società controllate e partecipate. «In un anno non potevano cambiare la situazione, servirà almeno una legislatura», ha giurato la Regione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google