Così il palco è ritornato indietro
Mercoledì a Sassari era tutto pronto per le premiazioni, invece...
SASSARI. Cronaca di una festa per nulla annunciata, che sarebbe potuta essere e invece non è stata.
Il peggior incubo sportivo, per pubblico e squadre, è vedere festeggiare l'avversario sul parquet amico, con cori, abbracci e premiazioni annesse. Con la musica del trionfo sparata a manetta e i coriandoli verdi bianchi e rossi sparati in aria a ricadere sulla squadra sbagliata.
Mercoledì gara6 avrebbe potuto assegnare lo scudetto della palla a spicchi 2014/2015 ed erano in tanti, nel pre gara, a ribadire un il concetto tanto caro al mondo del biancoblù sassarese: “Not in my house”. Non a casa mia, scritto sulle magliette regalate dagli sponsor a tutti gli spettatori del pPalaSerradimigni.
L'idea di vedere i biancorossi di Reggio Emilia arrampicarsi sul canestro e tagliare la retina, come da tradizione cestistica, faceva rabbrividire il popolo del Banco di Sardegna.
Tutto fa parte del gioco, la Dinamo ha festeggiato contro milano a Milano la conquista della Coppa Italia ma stavolta, grazie al successo nel sesto atto della serie finale, è riuscita a scacciare lo spettro della festa Grissin Bon.
Ma nel gioco dei se, dei sarebbe e dei condizionali, lo spettacolo deve comunque continuare, o meglio, si deve anche organizzare.
Così la sceneggiatura del post gara, in caso di vittoria emiliana e quindi di scudetto assegnato, era già scritta.
Secondo il protocollo elaborato dalla federazione basket le due squadre si sarebbero dovute radunare sulle rispettive panchine per essere poi protagoniste della cerimonia.
Trattandosi di una prima volta assoluta per entrambe le finaliste, entrambe sarebbero state premiate dalla Legabasket e dalla Fip: scudetti e medaglie per i vincitori, targhe per i secondi della classe. Poi, gli applausi, che se lo scudetto fosse stato assegnato mercoledì sarebbero stati amari, da parte del pubblico sassarese.
Il copione prevedeva anche la votazione dell'Mvp, l’uomo del match, a metà della quarta frazione di gioco: mercoledì, a Sassari, i giornalisti accreditati si sono divisi fra Shane Lawal e Kaukenas...pronostici azzeccati alla luce degli score, ma troppo anticipati se si considerano i 15' in più giocati dalle due squadre rispetto alla consegna delle schede. E va fatto rilevare che non pochi giornalisti si sono rifiutati di esprimere un giudizio, proprio in virtù del fatto che la serie era tutt’altro che conclusa. E hanno avuto ragione.
Fuori dal palazzetto di piazzale Segni intanto un palchetto simile a quello della Supercoppa aspettava di essere montato sul parquet del PalaSerradimigni Segni, pronto ad accogliere i Campioni d'Italia 2015. Circa cinquanta persone fra staff, sicurezza e responsabili delle operazioni gravitavano attorno all'evento.
E invece no, “Not in my Huse” recita la maglietta della finalissima. Tutto rimandato a stasera quando, comunque vada, ci sarà un palco, ci sarà una premiazione e lo scudetto sarà assegnato. E palco questa volta sarà. (g.dess.)
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