Crisi, timidi segnali di ripresa
Indicatori di vitalità da agroalimentare, nautica e nuove tecnologie ma il rilancio è ancora lontano
SASSARI. Timidi segnali di ripresa lasciano intendere che forse l’inversione di tendenza è appena cominciata. Questo non significa che la crisi economica può dirsi risolta, ma qualcosa, almeno, sembra muoversi all’orizzonte. La Sardegna, però, può e deve fare di più specie nei settori strategici che decideranno il futuro dello sviluppo economico. Ne è convinto anche il presidente di Confindustria del Nord Sardegna, Pierluigi Pinna, che ieri mattina, a Villa Mimosa, affiancato dal direttore Gian Simone Masia, ha presentato alla stampa il convegno annuale dedicato all’economia dell’isola in programma a Sassari il prossimo 30 giugno nell’aula magna dell’Università. Temi cruciali al centro del rapporto “L’economia della Sardegna”, redatto dal centro studi della Banca d’Italia dopo un’attenta analisi dell’andamento economico.
I freni. Al di là della crisi, ciò che contribuisce a frenare lo sviluppo dell’isola è una serie di concause tra cui il costo elevato dell’energia, trasporti interni ancora insufficienti e grande difficoltà delle aziende a collocarsi sul mercato internazionale. Ma non solo, Pierluigi Pinna ha anche rimarcato i troppi no al varo di programmi energetici che potrebbero fare la differenza, all’attendismo di una Regione che stenta a dare risposte concrete, alla mancanza di programmi a lungo termine modulati sulle aspirazioni di crescita della piccola e media impresa. Perché se è vero che settori come agroalimentare, turismo e nautica mostrano una certa vitalità e altrettanta propensione alla ripresa, è vero anche che il tessuto economico sardo continua a essere fortemente penalizzato da problemi di tipo strutturale. Preoccupa, per dirla con il direttore della filiale sassarese della Banca d’Italia, Raffaele Sales, «l’alto tasso di disoccupazione, la difficoltà dei giovani sardi a trovare lavoro e la conseguente emigrazione, spesso all’estero, alla ricerca di occupazione».
L’innovazione. Il dirigente ha colto quindi l’occasione per confermare l’impegno della Banca d’Italia nel territorio. Qualche segnale positivo arriva anche dalle nuove tecnologie se è vero che giovani aziende come la sassarese Abinsula, start up che opera nel settore informatico, in tre anni ha messo insieme una squadra di quaranta dipendenti. Questi e tanti altri saranno i temi sul tappeto dell’ottavo convegno dedicato all’economia della Sardegna durante il quale saranno presentati dati e rilevazioni che renderanno un’immagine nitida della situazione isolana.
Il rapporto. Martedì 30 a partire dalle 10, nell’aula magna dell’Università, coordinati dall’economista Marco Vannini si alterneranno al microfono esperti per fare il punto alla luce del rapporto appena redatto da Bankitalia. Dopo i saluti del rettore Massimo Carpinelli e l’introduzione del direttore della filiale sassarese di Banca d’Italia, Raffaele Sales, sono previsti interventi, tra gli altri, di Roberto Rassu (Banca d’Italia di Cagliari), che presenterà il rapporto sull’economia della Sardegna e Fabio Cerina (Università di Cagliari) che illustrerà il 22° rapporto Crenos.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
