La Nuova Sardegna

Regione, rimpasto in giunta a settembre. Pigliaru: «Più importanti le riforme»

di Umberto Aime
Il governatore Francesco Pigliaru
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Il governatore Francesco Pigliaru

L’agenda: enti locali, sanità, urbanistica ed energia. Il vertice del presidente con i consiglieri del centrosinistra fissa la prima verifica per il 13 luglio

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CAGLIARI. Il rimpasto è stato congelato. Nonostante le molte spinte per accelerare il valzer degli assessori, è certo che non sarà prima di settembre. Perché «le riforme che faremo in questi mesi, valgono più di qualunque cambio». Soprattutto in corsa e dettato più dalla pancia che dai progetti.

A chiudere la porta in faccia a ogni ipotesi di un rimescolamento dei posti in Giunta è stato il presidente della Regione. Francesco Pigliaru l’ha detto (e giurato) al termine del vertice di giovedì 25 con i consiglieri regionali del centrosinistra.

L’aveva convocato quand’era ancora a Roma per un bel po’ d’impegni istituzionali, e dopo quasi quattro di confronto, è stato ancora Pigliaru, come per altro aveva detto che avrebbe fatto, a tirare le fila. Voleva decidere lui e lui ha deciso, dopo un confronto definito «schietto, sereno e costruttivo».

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Il mosaico. Se una settimana fa in un altro vertice, quello convocato dal segretario del Pd Renato Soru con i partiti della maggioranza, il rimpasto sembrava solo rinviato, ora è ufficiale: non ci saranno crisi al buio o frettolosi «assestamenti interni».

Perché? «Perché – ha detto Pigliaru – abbiamo parlato solo di quello che faremo a luglio, a cominciare dalla riforma degli enti locali poi la la sanità, l’urbanistica e l’energia. Abbiamo gettato anche le basi per la riforma della macchina Regione, compresa la ridistribuzione delle deleghe fra gli assessorati, che arriverà alla fine dell’anno».

Presentata l’agenda di lavoro, è molto fitta, il governatore si è tirato fuori con intelligenza da quel tentativo di processo post elettorale, la sconfitta del centrosinistra alle amministrative, che ha riempito i corridoi e non solo quelli della politica. C’è di più: Pigliaru ha ottenuto la piena adesione dei consiglieri regionali al «piano di rilancio» e visto l’accordo non saranno certo i partiti a «mettere i bastoni fra le ruote».

Prima verifica. Alla fine del vertice ci sono stati consiglieri che si sono detti «molto soddisfatti» e altri più diplomatici nel far sapere: «È un buon punto di partenza. Vediamo come andrà a finire». La prima verifica del percorso-accordo sarà il 13 luglio. Quel giorno, non più nel weekend 10-11, il centrosinistra al completo si ritroverà per i suoi primi stati generali da quando ha vinto le elezioni del 2014. Il rinvio è stato deciso, in accordo con i partiti, per evitare la sovrapposizione con l’assemblea nazionale dei piccoli Comuni, in programma a Cagliari il 10 luglio.

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Impermeabile. È sempre più evidente che alla maggioranza piace molto (in perfetto estorico autolesionismo) accapigliarsi a distanza, in un intreccio di comunicati e post sulla Rete. Ma quando ci sono i vertici le tensioni svaniscono d’incanto, o almeno è quello che i protagonisti si affrettano a dimostrare. È stato così nell’ultima direzione del Pd, oggi a Oristano la seconda e ultima parte, e lo stesso è accaduto in Consiglio regionale. Ebbene sì, sembrano essere tutti vertici impermeabili alle polemiche.

Registro delle presenze. Al vertice, il governatore si è presentato in forze, con gli assessori Raffaele Paci (Bilancio), Gianmario Demuro (Riforme) e Cristiano Erriu (Enti locali). Presenti tutti i consiglieri convocati, con in testa il presidente Gianfranco Ganau – sarà il primo a commentare: «È stato un ottimo primo passo» – e un allegro Luca Pizzuto.

Il segretario di Sel che aveva partecipato anche al vertice con Soru, a quello con Pigliaru si è presentato con un’allegra t-shirt: «Fate l’amore, non la guerra» È servito anche questo a levare via un bel po’ di veleno. Veleno che il recente scontro fra l’assessore Paolo Maninchedda (Partito dei sardi) e alcune frange del Pd aveva reso pericoloso.

Passo decisivo. È stato quando il presidente della Regione ha ammesso: «Le emergenze che abbiamo affrontato in questa prima parte della legislatura, ha sfilacciato quei contatti che invece la Giunta deve avere con i consiglieri di maggioranza e l’alleanza».

D’ora in poi, è stato un altro giuramento, «non avverrà più e i confronti saranno continui: due al mese». Nel frattempo, «tutti dobbiamo lavorare per il bene della Sardegna». L’agenda è definita, il conclave anche e «ora liti, baruffe e rimpasti sarebbero solo un ostacolo».

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