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il commento

Più che un’isola un Continente col tricolore scolpito nel granito

di Mario Carta

di Mario Carta Sassari e la Sardegna hanno vinto lo scudetto. Quello del basket, il più pulito in tempi di malocalcio, ed è la magia di tutti i sardi che hanno saputo sognarlo. Sassari e l'isola sono...

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di Mario Carta

Sassari e la Sardegna hanno vinto lo scudetto. Quello del basket, il più pulito in tempi di malocalcio, ed è la magia di tutti i sardi che hanno saputo sognarlo. Sassari e l'isola sono più in alto di tutti e si scatena una festa che durerà più del momento perché sarà ricordo e insieme esempio, oltre che orgoglio. Il nome dei secondi non resta negli albi d'oro, quello dei primi stavolta viene scolpito nel granito, e il tricolore resta cucito sulla bandiera dei Quattro mori.

C'è tanta Sardegna nei 4+4 mori della Dinamo, fondata su un nucleo italiano che più sassarese non potrebbe essere, per militanza e per spirito, e su un gruppo di americani e dintorni che sono stati conquistati e hanno conquistato. C'è la Sardegna nella testardaggine di un gruppo che non si è mai dato per vinto, nei mutismi di David Logan che covano esplosioni balistiche, nelle rituali ataviche danze di Lawal dopo ogni schiacciata, nelle follie di Dyson che seguono lunghe indolenze per poi riaccendersi. C'è la Sardegna nella solidarietà produttiva di Brooks e nella straripante, muscolare, faticosa tenacia di Sanders, nell'unità che ha incollato la difesa dalla quale è nato ogni attacco vincente. C’è l’anima del Sud nella Dinamo isola, 55 chilometri più giù di Caserta. E’ lo scudetto del sole e del mare, del vento e della speranza.

C'era tutta la Dinamo nelle case dei sardi incollati al televisore e ai maxischermi nelle piazze. Tutti per la Dinamo e la Dinamo per tutti, pronti a scattare per salire uniti non sul carro del vincitore ma sul podio tricolore, nel nome di una terra martoriata dalla crisi che ha saputo raggiungere le vette dello sport con il suo gioiello.

L’EuroDinamo campione d’Italia è esempio per tutta la Sardegna, ha dimostrato che si può fare, col cuore e con la testa.

E anche con i soldi, con la passione dei tifosi ma anche degli oltre cento sponsor che, ciascuno secondo possibilità, hanno contribuito a costruire quello che non viene considerato un banale miracolo o una botta di... fortuna ma finalmente e giustamente il frutto di una seria programmazione. In questo trionfo c'è tutta un'isola che smentisce gli stereotipi che le sono stati cuciti addosso, e diventa con pieno merito campione d'Italia. La Sardegna con Sassari ha vinto lo scudetto e adesso grazie alla Dinamo sa che si può fare. Che si può fare anche di più. E non solo nel basket.

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