Ketty Corona, addio all’Agenzia nel 2016
La Regione presenta Sinnova, il salone dell’innovazione, e a sorpresa ricompare la presidente al centro di un caso
CAGLIARI. Il terzo salone dell’innovazione – «Sinnova» dal 2 al 3 luglio al terminal crociere di Cagliari - sarà anche l’ultimo organizzato dal vecchio Consorzio Sardegna ricerche. Se prima dell’estate i consiglieri regionali daranno il via libera al disegno di legge della Giunta, la società consortile, nata dalle ceneri del glorioso Crs4 del premio Nobel Carlo Rubbia, diventerà un’Agenzia della Regione. A quel punto non sarà più autonoma nei bilanci e finirà sotto il controllo dell’assessorato alla Programmazione, come tra l’altro sollecitato più volte dalla Corte dei conti. Il che vuol dire: sta per finire anche la lunga stagione della presidente di Sardegna ricerche: Maria Paola Ketty Corona. Ha il contratto in scadenza, l’anno prossimo, e le era stato rinnovato dal centrodestra poco prima delle elezioni perse nel febbraio del 2014. Ma soprattutto continua a essere al centro di una vicenda giudiziaria personale: il fallimento delle società di famiglia. Vicenda che mesi fa aveva messo in imbarazzo la Giunta di centrosinistra, dopo la pubblicazione su La Nuova della notizia sull’irreperibilità della presidente, inseguita dalle istanze dei dipendenti-creditori dell’ex Gruppo Corona. Imbarazzo poi chiuso all’indomani di un carteggio fra l’Ufficio legale della Regione e la presidente del Consorzio. Con Maria Paola Corona decisa nel sostenere, carte alle mano, di non essere stata cancellata dalle liste dell’Anagrafe e quindi rintracciabile da chi l’avesse voluto. La Regione non ha insistito sul caso e il perché è presto scritto: la nuova Agenzia non prevede un presidente, ma solo un direttore generale ancora da nominare. Ecco perché, ieri mattina, Maria Paola Corona ha presentato la terza edizione di «Sinnova» e l’ha fatto subito dopo l’assessore alla Programmazione, Raffaele Paci, nel ruolo del padrone di casa.
Sinnova. Le nuove tecnologie applicate all’economia reale (agricoltura, agroindustria, turismo, beni culturali, energia e distretto aerospaziale ed energia) saranno come sempre l’intreccio di fili che terrà assieme le 130 imprese, grandi e piccole, iscritte alla terza edizione. L’anno scorso «Sinnova» era stata un successo: non solo salone dell’innovazione, con rapporti d’affari continui fra le aziende, ma una popolare fiera dell’innovazione. Settore in cui la Sardegna continua ad avere più di un’eccellenza, anche se i finanziamenti per la ricerca sono ancora molto al di sotto dell’uno per cento del bilancio della Regione. L’assessore Paci ha detto però che «è questa la nuova frontiera in cui investiremo buona parte dei fondi europei a disposizione e la sosterremo con strumenti finanziari. L’innovazione deve e dovrà essere una scommessa vincente». Come sempre «Sinnova» sarà il punto d’incontro e confronto fra i tre protagonisti della tecnologia: le strutture di ricerca, il settore pubblico e le imprese. A cominciare dalle star-up, 26 presenti al salone, frutto di quel laboratorio delle idee che aspetta solo di essere sostenuto. Vuole uscire dal limbo e diventare quell’impresa che produce fatturato e posti di lavoro. «Il futuro della Sardegna – ha detto Maria Paola Corona – deve passare attraverso lo sviluppo di un’economia intelligente, sostenibile e solidale. Abbiamo le potenzialità per essere riconosciuti come l’isola della conoscenza».
Le due giornate. Giovedì 2 e venerdì 3 luglio saranno scanditi dalla presentazione delle aziende, dai laboratori e dagli workshop, in cui spiccheranno la fabbricazione digitale, l’internet delle cose, il marketing dentro la Rete fino al mondo dei social network, cioè tutte le novità in cui la Sardegna vuole essere protagonista. Nell’area Fablab, il futuro prenderà forma anche con le stampanti in 3D, che potranno essere utilizzate da tutti, bambini compresi, per realizzare oggetti in plastica, in ceramica e persino prototipi di prdotti alimentari. L’interazione fra imprese e visitatori sarà continua, con alle spalle una buona e coinvolgente base ludica. Perché se la tecnologia vuol fare davvero far crescere economia e benessere dev’ essere di tutti e per tutti.
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