La Nuova Sardegna

La Multiss respira fino a dicembre

di Giovanni Bua
La Multiss respira fino a dicembre

Con i due milioni di euro stanziati i 70 licenziamenti sono per ora scongiurati

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SASSARI. L’allarme rosso, i 70 licenziamenti degli operai Multiss che dovevano scattare a partire da domani, ha smesso in extremis di lampeggiare. Con l'adozione del decreto degli enti locali da parte del governo, la Provincia di Sassari si è ritrovata in cassa 2 milioni che consentiranno di far continuare l'attività della partecipata fino al prossimo 15 dicembre. Una boccata di ossigeno, non solo per i lavoratori. Che garantiscono i servizi di manutenzione delle strade, delle scuole, i servizi informatici e la disinfestazione. Un pannicello caldo, avvisano i sindacati. «Senza la riforma degli enti locali - avvisa Pierfranco Piredda, della Cisl - a settembre, quando si parlerà di 2016, saremo punto e a capo».

Ma non è solo la partecipata (che comunque costa 7,5 milioni all’anno) a far tremare le vene e i polsi. Il problema vero lo sottolinea Alessandra Giudici, per 10 anni presidente della Provincia e ora sostituita dal super funzionario Guido Sechi, già commissario del Comune di Sassari: «Che ne sarà del trasporto e dell'assistenza ai disabili garantita dalle cooperative che si erano aggiudicate via via gli appalti? E della manutenzione delle strade e del completamento di alcune di esse?».

A rendere paradossale la situazione c'è poi il fatto che i soldi per le opere previste nel bilancio in conto capitale, come appunto la manutenzione straordinaria delle strade, ci sono. Si potrebbero utilizzare per terminare finalmente la Buddi Buddi, ad esempio, e ci sono disponibili 3 milioni per un tratto della 131. Peccato che la Regione non autorizzi a spendere un euro per via del patto di stabilità. E, nonostante l'ultimo atto della giunta sia stato l'approvazione del piano triennale delle opere pubbliche, i dirigenti hanno già detto che non bandiranno gli appalti perché mancano i fondi.

Difficile poi ipotizzare il futuro dei dipendenti. Teoricamente dovrebbero passare alla Regione. Ma a fare che cosa non si sa «E comunque dovranno andarci molto presto – chiude Giudici – visto che la Provincia nel 2016 sarà certamente in dissesto finanziario, verranno dichiarati esuberi. Chi tirerà fuori i soldi per gli stipendi?»

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