La Nuova Sardegna

Scuole di specializzazione, il buco nei finanziamenti

La Giunta ammette che non ci sono i soldi per altri 24 specializzandi in medicina C’è comunque un «piano B» deciso con le università per aiutare i laureati sardi

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. I soldi in più per le scuole di specializzazione in medicina non ci sono. Nonostante i vari tentativi di metterci una pezza, 24 posti resteranno scoperti e non saranno finanziati dalla Regione. Gli unici salvi in Sardegna, come si sapeva, saranno solo i 238 coperti sin dall’inizio dal Governo con il bando nazionale chiuso a maggio. Di solito la Regione integrava la quota con contributi riservati ai laureati sardi, come del resto accade altrove, ad esempio in Puglia. Fino all’anno scorso anche la Sardegna aveva contribuito con risorse proprie, questa volta no. C’è stato soprattutto cortocircuito nei rapporti con il ministero, ma anche la Giunta ci ha messo del suo con un balletto abbastanza sconcertante sulla copertura finanziaria per quei 24 posti «regionali». Prima sembrava che ci fosse, per poi invece sparire all’improvviso dai capitoli di spesa dell’ultimo bilancio. Sul patatrac che ha lasciato di stucco anche molti consiglieri della maggioranza (vedi box a fianco) il centrodestra ha sparato in Consiglio ad alzo zero. Anche se l’assessore alla Salute Luigi Arru ha detto: «Come sollecitato dal presidente Francesco Pigliaru, abbiamo chiesto al ministero di riaprire i bandi». Se così non sarà e in effetti le probabilità sono scarse, l’assessore ha puntato su un possibile piano B: «Con il milione recuperato pochi giorni fa dal bilancio e che gireremo alle università, cercheremo comunque di aiutare i 24 specializzandi con corsi paralleli a Cagliari e a Sassari». L’accordo è stato raggiunto con i rettori, resta da capire quale sarà la procedura per evitare il buco nelle scuole di specializzazione rispetto all’anno scorso. In ogni caso, l’errore è stato commesso. Qualcuno sostiene perché la Giunta, a corto di risorse proprie, voleva utilizzare per le scuole parte dei fondi europei ma si è resa conto che non era possibile quando era ormai troppo tardi. A quel punto i termini fissati dal ministero erano scaduti ed è scoppiato inevitabile il caso anche per colpa di qualche uscita azzardata e in autodifesa della Giunta. L’errore è stato ammesso dal capogruppo del Pd in Consiglio, Pietro Cocco: «L’importante – ha detto in aula nel replicare alle bordate del – che la Giunta abbia trovato una buona soluzione con le due università». Però per il consigliere Paolo Truzzu (Fdi)potrebbe finire peggio: «Non è detto che tutti i 238 posti assegnati alla Sardegna siano per i sardi. Alcuni potrebbero essere vinti anche dai laureati della penisola visto che anche la legge in difesa dei nostri specializzandi il Consiglio l’ha approvata fuori tempo massimo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative