La Nuova Sardegna

Uggias: «Solo spese per l’attività politica»

di Mauro Lissia
Uggias: «Solo spese per l’attività politica»

Fondi ai gruppi, il sindaco di Olbia e trenta testimoni per la difesa dell’ex europarlamentare gallurese

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CAGLIARI. Quand’era consigliere regionale dell’Idv Giommaria Uggias era assistito nel lavoro politico da uno staff capeggiato dal consigliere comunale olbiese Marco Varrucciu, che operava in una sede attigua ma separata dallo studio legale. I collaboratori ricevevano un compenso mensile pagato in nero, lo aiutavano nell’attività legislativa e nei progetti che di volta in volta Uggias portava in consiglio regionale e realizzava in Gallura. Tutto questo ha un costo e i trenta testimoni a difesa citati nel processo per i fondi ai gruppi - l’accusa è peculato aggravato, la contestazione è riferita a 32.500 euro spesi tra febbraio 2008 e marzo 2009 - sono chiamati a confermare come l’ex europarlamentare non abbia messo in tasca un euro: i fondi del gruppo misto sono stati investiti nell’attività politico-istituzionale.

Ieri mattina è cominciata la lunghissima sfilata, ore ed ore di esami e controesami sostenuti per la difesa dall’avvocato Maurizio Scarparo e per l’accusa dal pm Marco Cocco, una maratona partita alle 10 e conclusa soltanto alle 17. Teste chiave è Varrucciu, l’uomo al quale Uggias aveva affidato incarichi centrali: «Quando ho letto sulla stampa dell’indagine in cui è convolto l’onorevole Uggias - ha riferito al tribunale - ho immediatamente raccolto tutti i documenti in possesso dello staff, quelli che potevano essere utili a giustificare le spese e glieli ho consegnati». Erano fatture, scontrini, giustificativi di convegni, manifestazioni, attività svolte da Uggias e dai suoi collaboratori nell’arco di un anno. Quanto è accaduto dopo è stato lo stesso Uggias a raccontarlo con la formula delle dichiarazioni spontanee, sempre possibili in ogni fase del dibattimento: «Ho messo insieme la documentazione e due giorni dopo la notizia dell’inchiesta ero di fronte al dottor Cocco, nel suo ufficio». Siamo al 31 ottobre del 2009 e Uggias era indignato per le accuse, voleva chiarire tutto e subito: «Ho messo sulla scrivania del magistrato un elenco di voci di spesa con i giustificativi per 50 mila euro e gli ho proposto di valutarli insieme, il pubblico ministero mi ha detto che li avrebbe esaminati. Ricordo di avergli detto anche che era stata una raccolta ancora sommaria e incompleta, che avrei continuato a cercare materiale utile alla mia difesa». Quel materiale però non è servito a evitare il rinvio a giudizio, Uggias è uno dei primi diciannove onorevoli finiti davanti al tribunale.

È stato sentito anche Gianni Giovannelli, il due volte sindaco di Olbia: ha parlato dei suoi rapporti istituzionali con Uggias («mi interfacciavo spesso con lui e con Marco Varrucciu») e ha ricordato il progetto “Banca del tempo” che venne lanciato dall’Idv olbiese e che ancora va avanti. Il suo esame è servito alla difesa per dimostrare che lo staff di Uggias c’era e che lavorava a iniziative di utilità pubblica.

L’ex segretaria Alessandra Ritano ha ricordato com’era organizzato al tempo lo staff dell’onorevole: «Studio e ufficio politico erano attigui - ha detto al presidente Mauro Grandesso – le linee telefoniche erano distinte ma si paga un’unica bolletta per le due attività». Questo passaggio ha sollevato l’interesse del pm, che accusa fra l’altro Uggias di aver pagato la bolletta Telecom dello studio legale coi soldi del gruppo. Ma che le contabilità fossero separate l’ha poi confermato il commercialista Francesco Marcetti, mentre Salvatore Fadda ha riferito sull’attività politica di Uggias a Olbia. Il 14 luglio altri quindici testimoni, l’udienza andrà avanti fino a sera. La difesa produrrà fra l’altro un elenco di venti proposte di legge presentate da Uggias.

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