La Nuova Sardegna

Un morbido Cannonau e un Torbato aperitivo Adesso è possibile

Convincono le sperimentazioni presentate ad Alghero Gli effetti positivi su due grandi bandiere del vino sardo

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ALGHERO. E' possibile migliorare la qualità del Cannonau? E come si fa a ottenere dalle uve Torbato, vini che possano incontrare un miglior gradimento per il palato dei consumatori? Su queste due uve si sono concentrate le attenzioni dei ricercatori che lunedì sera hanno presentato il risultato di un anno di sperimentazioni. La risposta a entrambe le domande è affermativa e gli effetti positivi ricadranno anche su altre uve dalle quali si ricavano alcuni dei più celebrati vini sardi.

II progetto si chiama "Innova” (acronimo di: innovazione vini Alghero) e ha coinvolto le aziende del Consorzio di Tutela dei vini di Alghero e Sorso Sennori, le Tenute Sella&Mosca e la Cantina Santa Maria La Palma, insieme alle aziende agricole Luigi Angius, Salvatore Serra e Philibertu. Il risultato, dopo la presentazione delle relazioni tecniche, era lì a disposizione di quanti appassionati e turisti hanno assaggiato i vini, sotto i gazebo sistemati nei bastioni, dietro l'aula magna del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell'Università di Sassari nell'Ex Ospedale di Santa Chiara. E così il nuovo Torbato era più acido e sicuramente ancora più adatto ad un consumo come aperitivo (senza grandi differenze sui profumi) il Cannonau, invece, è apparso più morbido e meno aggressivo e sicuramente più adatto ad un profilo di gusto internazionale, grazie a un pià meticoloso lavoro nella vigna. E' vero, sul colore del vino dei sardi per eccellenza, si deve ancora lavorare. Ma la ricerca ha già fornito buone indicazioni sui progetti da avviare. Con buona pace degli enologi e, soprattutto, dei consumatori.

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