La Nuova Sardegna

L’appalto sotto la lente del Ministero

di Vincenzo Garofalo
L’appalto sotto la lente del Ministero

Sassari, i sindacati denunciano anomalie per i “nidi”: il costo del lavoro inferiore alla soglia minima

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SASSARI. Costo del lavoro sotto la soglia minima indicata dal Ministero, dodici buste paga che rischiano di dissolversi nel nulla e posti a numero chiuso garantiti alle famiglie. A Sassari l’effetto tagli ha azzoppato il servizio degli asili nido spingendo i sindacati ad attaccare la nuova gara d’appalto pubblicata dal Comune e a segnalare le presunte anomalie del bando all’Osservatorio su appalti e cooperazione del ministero del Lavoro. È l’ultimo atto di un braccio di ferro fra la Giunta da una parte e consiglieri comunali e sindacati dall’altra. Una prova di forza iniziata mesi fa, che ha visto il nuovo regolamento degli asili nido proposto dalla Giunta Sanna passare per le forche caudine della V commissione, dove è stato rivisto e corretto secondo le richieste dei consiglieri comunali e dei sindacati. Poi a scavare un solco è arrivata una delibera di Giunta che, accusano sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, ha disatteso tutti i termini del servizio stabiliti proprio dal nuovo regolamento, approvato all’unanimità dal Consiglio. «Per risparmiare sui costi la Giunta mette a rischio dodici posti di lavoro e limita il diritto al servizio dei cittadini», hanno tuonato i sindacati. Accuse rispedite al mittente dal sindaco e dall’assessora Maria Francesca Fantato: «La capacità ricettiva dei nidi comunali passerà per il prossimo anno scolastico da 440 a 463 unità, con un incremento di 23 posti e una copertura che, unita a quella garantita dal sistema privato convenzionato, porterà a soddisfare oltre il 30% delle domande», hanno replicato dalla Giunta. Con queste premesse è stato pubblicato il bando di gara per l’anno scolastico 2015-2016: un solo anno di esercizio, 3 milioni e 400 mila euro suddivisi in sei lotti e posti razionati il sabato e il pomeriggio (solo 13 bambini per ogni asilo, fra lattanti e divezzi). I segretari territoriali della Fp-Cgil e della Fp–Cisl, Paolo Dettori e Armando Ruzzetto, due giorni fa hanno presentato una segnalazione all’Osservatorio su appalti e cooperazione del ministero del Lavoro. «C’è stato un ridimensionamento rispetto alla volontà politica scaturita sia dal lavoro della commissione, sia dalla discussione e dalla votazione del nuovo regolamento avvenute in Consiglio», commenta il vicepresidente della V Commissione, Giuseppe Mascia. «Nel regolamento avevamo previsto almeno 120 posti nella fascia oraria 16-18 e sabato; con la delibera di giunta i posti sono stati tagliati a 40 escludendo i divezzi, cosa illegittima e gravissima» spiega Giancarlo Carta (FI). «Sta mancando una visione di bene comune come l'insieme delle condizioni della vita sociale che permettono alle famiglie e alle persone di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente», commenta Simone Campus (Pd), citando Papa Giovanni XXIII.

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