Tra i migranti due scafisti: arrestati
Fermati dopo lo sbarco a Cagliari un tunisino di 24 anni e un senegalese di 17
CAGLIARI. Hanno cercato di farla franca confondendosi tra i migranti durante le operazioni di sbarco al porto canale di Cagliari. Ma proprio le drammatiche testimonianze raccolte dagli inquirenti tra i 456 uomini e donne originari per la maggior parte da Sudan, Eritrea e Senegal, arrivati due giorni fa in Sardegna a bordo della nave Rio Segura della Guardia Civil spagnola, li hanno fatti finire nei guai.
Poco dopo lo sbarco sono scattati due fermi per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In manette sono finiti Ali Lahmar, tunisino di 24 anni e un 17enne senegalese. Sono stati gli uomini della squadra mobile di Cagliari, in collaborazione con il Reparto operativo aeronavale della guardia di finanza a bloccare i due presunti scafisti. Grazie alle dichiarazioni dei testimoni è stato ricostruito il viaggio della speranza dei migranti iniziato un mese e mezzo fa quando i profughi hanno attraversato il deserto e sono giunti nelle città libiche di Tripoli e Sabratha.
Qui sono venuti in contatto con alcuni appartenenti all'organizzazione libica: alcuni - hanno raccontato i migranti - sembravano militari che dopo essersi fatti pagare circa 1500-2000 dollari ciascuno li hanno fatti salire su alcuni camion e sotto la minaccia di armi li hanno condotti in una cittadina sulle coste libiche. I profughi sono stati richiusi per circa 10 giorni all'interno di un capannone in attesa dell'arrivo di altri migranti. Da qui, sempre sotto la minaccia delle armi, sono stati portati sulla spiaggia dove per cinque giorni sono stati costretti a stare in una buca nell’attesa di salire sulle due imbarcazioni recuperate poi dalla motovedetta della Guardia Civil spagnola. Dal racconto dei migranti è emersa anche una nuova fase del traffico di esseri umani: infatti vengono reclutati anche minorenni.
Nei giorni in cui i migranti sono stati rinchiusi nel capannone lo scafista minorenne è stato istruito da alcuni libici sulle modalità con le quali doveva condurre il gommone, sul momento in cui doveva lanciare la richiesta di soccorso e su come comportarsi da quel momento in poi. La nave Rio Segura che li ha portati a Cagliari li aveva soccorsi al largo della Libia. Tra i 456 migranti 108 donne erano donne e 12 bambini. Tra loro 87 persone sono malate di scabbia. Dopo i controlli sanitari sono state accompagnate in un centro in cui verranno curate con farmaci donati da Federfarma. Tutti i migranti - fanno sapere dalla Asl di Cagliari - sono stati sottoposti a scrupolosi controlli medici e saranno tenuti sotto «sorveglianza sindromica», saranno cioè monitorati fino a quando non saranno dichiarati in un buona salute. Dopo lo sbarco di due giorni fa la Regione aveva messo in campo una sessantina di uomini per lo screening sanitario e allestito, con la protezione civile nove tende per garantire l’accoglienza dei migranti.
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