La Nuova Sardegna

J-Ax:«Dato per morto ma sono ancora qui»

di Andrea Musio
J-Ax:«Dato per morto ma sono ancora qui»

Intervista a muso duro, prima del live di stasera con Fedez

3 MINUTI DI LETTURA





TORREGRANDE. J-Ax e Fedez, campioni di vendite e tra i più amati del genere hip-hop made in Italy condividono lo stesso palco per due concerti unici. Ad ospitarli, oggi a partire dalle 21.30, sul palco allestito nella Marina di Torregrande è la serata d'apertura dell'ottava edizione di Mondo Ichnusa. Evento unico per due ragioni. Entrambi canteranno dal vivo parte del loro repertorio di successo in due differenti versioni. Ad accompagnarli, infatti, per metà dell'esibizione, sarà l'Orchestra Filarmonica Italiana diretta dal Maestro Daniele Parziani composta da trenta elementi. «Il primo esperimento – racconta J-Ax – l'abbiamo fatto l'anno scorso all'Arena di Verona, ma allora si limitò a due brani. Quest'anno invece, sia io che Fedez faremo trenta minuti ciascuno nella versione classica e successivamente altri trenta con l'orchestra. Sarà uno show mai visto – assicura il rapper milanese –. La coincidenza di tre elementi meravigliosi come l'orchestra, la spiaggia e Mondo Ichnusa sarà una bomba».

Il 2015 è stato l'anno della rivincita dell'ex frontman di Articolo31. “Il bello d'esser brutti”, l'ultimo disco di J-Ax, campione di vendite ed ascolti, pubblicato all'inizio dell'anno, è una secchiata d'acqua fredda per chi gli aveva già fatto il funerale musicale.

«Parte del disco è dedicato agli addetti ai lavori del mondo pop. Mi avevano dato per morto ed invece sono ancora qua, più vivo che mai– dichiara convinto il rapper –. Questa è la mia rivincita contro i miei colleghi del pop che vengono costantemente spinti dalle etichette. Non è un caso che il disco sia stato messo in vendita a ridosso del Festival di Sanremo. Anche se molti me lo avevano sconsigliato, sapevo di avere ragione. Volevo dimostrare che esiste un'altra Italia, quella a cui di Sanremo non gli frega niente. Il rap ha vinto non solo per merito mio ma anche grazie a tutti i miei colleghi perchè fra di noi non siamo in gara. Io a Sanremo? Parteciperei solo se mi pagassero profumatamente. In quel caso darei il cachet in beneficenza. Per farmi vedere lì devo essere pagato di più degli ospiti stranieri. Dovrebbe essere un festival per promuovere la musica italiana ma gli italiani vanno li gratis, mentre gli stranieri vengono pagati. E’ una delle cose che ho sempre odiato di Sanremo». La formula Rap&Rock si è dimostrata insomma un'altra volta vincente.

«Non è una vera e propria formula – precisa il cantante –. Nessuno sa a priori cosa vogliono le radio e il pubblico. Come diceva Jannacci “bisogna avere orecchio e fare quello che ti piace”. Si dimostra vincente chi fa la musica che si sente di fare senza farsi influenzare troppo dall'esterno. Ho avuto il tempo di maturare come solista, rifacendo la gavetta e ritornare nel mainstream. E non si dica che è il rap che fa vendere i dischi. Ha successo chi ha talento. Ci sono molti giovani artisti hip-hop ma questo non significa che chiunque possa fare il salto di qualità. Trovo ingiusto attribuire il mio successo, come quello di Fedez al successo di una scena. Nel rap si trattano argomenti che la musica cantautoriale non è più capace di affrontare. I nostri referenti di genere sono ancora Guccini e De Gregori. Anche per questo sono numerosi i giovanissimi che ci seguono. I teenager non hanno ancora filtri. Sentono la musica solo col cuore e se vengono ai miei concerti vuol dire che scrivo in maniera viscerale. Se non sei bello come One Direction, vuol dire che stai dando qualcosa attraverso la musica e nient'altro. I ragazzi ai miei concerti sono motivo di vanto. Mi preoccupo se non ne vedo. Ho la fortuna di essere sulla scena da tanto tempo e il mio pubblico è composto da loro come da chi era giovane venti anni fa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative