La Nuova Sardegna

Scoppia la guerra per i pendolini

Duro faccia a faccia fra Regione e Trenitalia sul nuovo contratto di servizio

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CAGLIARI. Trenitialia deve smetterla di fare la voce grossa e pretendere chsià quale contributo per far viaggiare finalmente i «pendolini» sulla Cagliari-Sassari. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana scarica la croce sulle ferrovie sul perché da 342 giorni (il contatore è sul sito ufficiale della Regione) gli otto superveloci sono ancora fermi. Per la verità, i collaudi dell’Atr365, il pendolino, della spagnola Caf sono stati conclusi appena 28 giorni fa e ai primi di settembre dovrebbe arrivare il via libera della «Italcertifer». È l’agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria che dovrebbe confermare quanto annunciato più volte: Cagliari-Sassari in poco più di due ore, 60 minuti in meno rispetto ai catastrofici tempi cui i sardi sono stati abituati (e costretti) finora. Però se anche il lasciapassare dell’agenzia dovesse arrivare nei tempi previsti («Se ci fossero ritardi, chiederei alla magistratura d’indagare», giura l’assessore) non sarebbe tutto risolto. Con Trenitalia la Regione è impegnata in una difficile e contrastata trattativa sul rinnovo del contratto di servizio. Ogni anno la Sardegna versa nelle casse di Trenitalia 40 milioni (li riceve dallo Stato) per ottenere in cambio i collegamenti principali. Ma molto deve cambiare – è questa la posizione della Regione – da quando per comprare i «pendolini» la Sardegna ha speso 80 milioni. «L’investimento è stato nostro. Siamo pronti a dare i treni in gestione a Trenitalia, ma non possiamo accettare che ci chieda la stessa compensazione dell’anno scorso: 11,7 euro a chilometri». Per Deiana è una pretesa folle: «Sembra che la società nazionale non voglia capire che con i treni superveloci cambierà l’intero servizio, aumenteranno i passeggeri e anche gli incassi. Tutto questo senza che Trenitalia abbia investito un euro e in Sardegna non la fa da tempo, perché i pendolini ce li siamo pagati noi». Se la trattativa dovesse degenerare, la Regione ha pronte le contromisure. «Siamo pronti a far guidare i treni dai macchinisti dell’Arst, ma ci sono stati anche contatti con aziende ferroviarie europee pronte a firmare il contratto con noi. È chiaro che sia così: i treni li mettiamo noi, le compensazioni anche ed è per questo che altri ci vedono eccome l’affare». Non da Trenitalia,che ha rilanciato: «La nostra proposta di contratto prevede già l’entrata in servizio dei nuovi treni, altrimenti senza quelli per la Regione sarebbero stati molti più alti. Comunque siamo pronti a partecipare o ogni ipotesi di gara». La battaglia è appena cominciata. (ua)

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