La Nuova Sardegna

«L’Ue riconosca la condizione di insularità»

Risoluzione di Cicu (FI) per superare il gap: richieste specifiche misure sugli aiuti di Stato

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CAGLIARI. I dati europei sull'economia della Sardegna sono stupefacenti. L'occhio dell'Unione è vigile, ma pare affetto da strabismo. Da una parte, secondo l'Europa, l'isola gode, economicamente parlando, di buona salute: è in crescita, con un Pil pro capite del 77,1 %, quanto basta per essere esclusa dagli interventi di sostegno destinati alle aree svantaggiate, ma, allo stesso tempo l'osservatorio dell'Europa rileva un 18,1 % di disoccupazione, il più alto della Ue. L'Europa, non riconosce la Sardegna come isola, o meglio, non riconosce nella condizione di insularità una situazione di deficit strutturale.

Ed è proprio la necessità che l’Europa prenda atto della condizione di insularità della Sardegna e delle grandi isole del Mediterraneo, il nocciolo della risoluzione presentata dall’europarlamentare Salvatore Cicu di Forza Italia. «Essere isola vuol dire avere uno svantaggio permanente che va compensato – ha sostenuto Cicu, nel corso di una conferenza stampa per illustrare l’iniziativa in ambito comunitario – . Secondo l’eurodeputato servono più aiuti e sostegno finanziario per le isole. «Perché l'Isola vive una situazione di crisi senza precedenti – ha sottolineato –». Salvatore Cicu ha , così, intenzione di dare battaglia a Bruxelles per convincere il Parlamento europeo, prima, e la Commissione europea, dopo, a rivedere le posizioni nei confronti delle isole, presentando una risoluzione. «Nella programmazione 2014-2020 la Sardegna – ha aggiunto – in base ai parametri europei che certificano un Pil in crescita, avrà finanziamenti inferiori a tante altre regioni italiane del Meridione». Cicu chiede l’applicazione del principio di continuità territoriale: «In questo senso va rivisto anche il concetto di aiuti di Stato che deve essere riconsiderato sulla base della insularità. Con questi svantaggi e costi da sostenere , il 20% in più delle altre regioni, certamente non si possono alterare le condizioni di mercato». Una disparità finanziaria, che secondo i dati forniti dal parlamentare è quantificabile in 1,1 miliardi di euro. Una delle voci di svantaggio più rilevante, insieme alla continuità territoriale, è per Salvatore Cicu il tema energia, inserito nell'interrogazione: «Con il Nord Africa il discorso sembra al momento accantonato – ha precisato – serve una forma di approvvigionamento che ci renda autonomi». Anche per questo viene lanciato l'sos all'Europa con la richiesta di specifiche misure per aiuti di stato, continuità territoriale e reti Ten T. «A settembre – ha ribadito – ci troveremo insieme in un incontro con i rappresentanti delle altre isole europee per portare avanti questa battaglia». Sostegno all’iniziativa da parte del coordinatore regionale di FI, Ugo Cappellacci: «Questo momento, nel quale la gente si chiede che Europa vogliamo – ha detto – è quello giusto. Perché non vogliamo un’Europa dove i pensionati greci piangono sul marciapiede davanti alle banche». Anche il parlamentare di FI Emilio Floris è accanto a Cicu nella sfida europea: «Anche a Roma abbiamo lavorato e stiamo lavorando su queste tematiche – assicura».(f.t.)

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