Giallo nel mare sardo: i sub controllano il cargo partito dalla Libia
Verifiche sulla chiglia della nave Falkvag. La vecchia imbarcazione battente bandiera della Sierra Leone è ora attraccata nel porto di Marsiglia
Fin dal primo momento i francesi cercano di mantenere un profilo basso. Sul “cargo dei misteri”, infatti, accreditano da subito un intervento finalizzato al contrasto del “traffico” dei migranti. D’altra parte è facile pensare che nella pancia rugginosa della vecchia carretta del mare Falkvag possano essere nascosti dei disperati in fuga verso un sogno o una semplice speranza di un futuro possibile.
E questo perché il cargo norvegese, che ora incrocia il Mediterraneo battendo bandiera della Sierra Leone, è partito dal porto libico di Zuwara. La cittadina berbera, a circa 80 chilometri dal confine tunisino, ha una fama sinistra. Negli ultimi anni è infatti diventata un inferno. Qui si concentrano quasi tutti i migranti che poi partono su barconi e carrette del mare verso l'Italia e l'Europa.
Secondo calcoli approssimativi, si ritiene che oltre il 70% dei migranti verso l'Italia parta proprio da qui. I rilevamenti satellitari certificano che la Falkvag si trovava nel porticciolo della cittadina berbera il 16 febbraio, il 15 marzo e il 27 giugno. Data in cui prende il largo con destinazione Marsiglia.
Ma i francesi su muovono sapendo benissimo cosa cercare: armi, esplosivo e, forse, qualche terrorista spedito a seminare morte in Europa in nome della follia jihadista. Non è infatti in caso che mobilitino subito la nave portaelicotteri Mistral che ha a bordo anche un reparto superaddestrato di fucilieri di marina.
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Dopo il lungo inseguimento lungo le coste sarde, la squadra navale francese impedisce al cargo Falkvag di entrare nelle Bocche di Bonifacio e la chiude in una morsa, costringendolo a fare rotta verso nord, fino alla base aerea di Ventiseri-Solenzara. I rilevamenti satellitari dimostrano che la Falkvag e la squadra navale si fermano davanti a Solenzara dalle 6,39 alle 11,33 del primo luglio.
È il primo controllo sul cargo, probabilmente eseguito dai fucilieri di marina. Dalla prefettura marittima di Tolone parte una breve nota: «È stato predisposto un intervento nel caso a bordo della nave si trovino dei migranti». E annuncia che è stata attivata una procedura chiamata in codice “Enquête de pavillon”. Cioè una sorta di attività ispettiva di polizia in alto mare.
Alle 11,33 il Falkvag riprende la sua rotta per Marsiglia “scortato” dalla squadra navale della “Marine Nationale”. La portaelicotteri Mistral spegne i transponder e diventa un fantasma. Ma è sempre là. Durante il viaggio verso Marsiglia li riaccende tre volte, come alle 16,30 del 3 luglio (posizione 38 miglia a sud di Nizza). Ed è sulla scia del Falkvag.
Per giustificare questa “scorta”, Yann Bizien, ufficiale per le comunicazioni della prefettura marittima dice: «Ci è capitato raramente di vedere in navigazione battelli così vecchi. Siamo lì in caso si creassero dei problemi per aiutare l’equipaggio». Una giustificazione a dir poco ridicola. Quando, alle 8,31 di sabato 4 luglio il piccolo convoglio arriva davanti al faro di Planier, a Marsiglia, il Falkvag viene preso in consegna dagli uomini della “Gendarmerie maritime”.
Il cargo viene nuovamente perquisito da cima a fondo e gli uomini rana controllano attentamente sotto la chiglia per verificare se ci sia qualcosa attaccata allo scafo o se ci siano tracce di un carico che potrebbe essere stato sganciato in mare. Le operazioni di controllo terminano alle 12,44 di sabato 4.
Il Falkvag è formalmente libero di riprendere il mare, ma i cinque marinai ucraini dell’equipaggio vengono invitati a guidare il cargo dentro il porto di Marsiglia, nel bacino D’Arenc. Dove la nave risulta ancora attraccata. (p.m.)
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