I mercati temono il caos, esperti in allarme
Secondo le agenzie di rating schizzeranno spread e interessi sui titoli: «Ci sarà volatilità, ma violenta»
ROMA. Scatta l’allarme rosso sui mercati. Se i risultati definitivi dovessero confermare la vittoria del “no”, lo spettro della Grexit - l’uscita della Grecia dall’Eurozona - diventerà un’opzione concreta. E l’effetto, confermano le previsioni di analisti, gestori e banche d’affari, è quello di assistere, almeno nel breve termine, a violenti scossoni sulle borse, a una caduta dell’euro e a un’impennata dei rendimenti dei titoli di Stato dei Paesi periferici, btp inclusi. I primi effetti si sono visti alla riapertura del mercato valutario in serata a Sydney con l’euro che ha iniziato in calo dell’1%. Poi toccherà alle borse asiatiche (Tokyo alle 2 ora italiana, Hong Kong e Shanghai alle 4) reagire non solo allo schiaffo di Atene all’ex Troika ma anche alla paura per lo scoppio di una bolla azionaria sui listini cinesi. Nel fine settimana il governo di Pechino ha rafforzato le misure (finora inefficaci) a sostegno delle borse di Shanghai e Shenzhen, crollate del 30% in tre settimane bruciando 2.800 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Ma è sulle Borse del Vecchio Continente e sui titoli di Stato che il no di Atene all’austerity rischia di trasformarsi in uno tsunami, come peraltro si è già intravisto dopo la decisione di Atene di indire il referendum, con 287 miliardi di euro bruciati lunedì scorso e l’Euro Stoxx 50 crollato del 4,2%. Molti gestori, riporta Bloomberg, temono il «caos». «Il mercato non ha ancora «prezzato un potenziale no» afferma David Joy, Chief market strategist di Ameriprise Financial. «Vedremo un altro round di volatilità al ribasso più violento rispetto a lunedì». Goldman Sachs ha previsto un aumento degli spread sui titoli di stato di 200-250 punti, con il rendimento dei Btp in salita anche oltre il 3%, livello che imporrà alla Bce di intensificare gli acquisti di bond governativi. Mentre le azioni verranno vendute a mani basse, con l’euro stoxx in calo a 3.150 punti (-8,5% sui livelli attuali). Per S&P una Grexit costerebbe all’Italia 11 miliardi di maggiori interessi sul debito 2015-2016, il conto più alto sui 30 miliardi dell’eurozona.
Secondo Credit Suisse «difficile» l’ok a un terzo programma di aiuti e aumenta al 75% le probabilità di una Grexit, con una possibilità su tre di innescare una crisi sistemica. L'istituto prevede nuove chiusure per le banche greche e fissa al 20 luglio il giorno del default, quando la Bce non sarà rimborsata e l’Eurotower ritirerà le linee di credito di emergenza.
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