La Nuova Sardegna

L’Ardia a Sedilo La corsa sfrenata per Costantino

di Maria Antonietta Cossu

SEDILO. L’Ardia è mille colori. E’ il bianco, il rosso e il giallo dei vessilli stretti in pugno dalle pandele durante la sfrenata corsa in onore di San Costantino. Il rito secolare che si ripeterà...

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SEDILO. L’Ardia è mille colori. E’ il bianco, il rosso e il giallo dei vessilli stretti in pugno dalle pandele durante la sfrenata corsa in onore di San Costantino.

Il rito secolare che si ripeterà oggi prima del tramonto nella scenografica arena dominata dall’imponente santuario. L’Ardia è l'ordito variopinto dei sottosella artigianali che bardano i maestosi anglo arabi allevati a Sedilo.

L’Ardia è il policromatico intreccio di vite che ammanta la radura nell’ora di punta, quando migliaia di persone vestite di bianco e di colori cangianti accorrono per assistere alla rievocazione storica del combattimento sulle sponde del Tevere.

Millesettecentotre anni sono passati da che l’imperatore Costantino Magno condusse il suo esercito alla vittoria sull’usurpatore Massenzio.

La rappresentazione di quello scontro leggendario, assorbita nel rito cultuale di una comunità, andrà in scena questa sera tra le preghiere dei pellegrini giunti a piedi dal Goceano, tra le invocazioni di protezione dei sedilesi e dei fedeli arrivati da ogni angolo dell’isola. Ma anche tra le palpitazioni e la sete di emozioni di decine e decine di turisti italiani e stranieri che hanno lasciato le coste o altre zone dell’interno della regione per godersi lo spettacolo di un drappello di cavalieri lanciati al galoppo lungo l’accidentato percorso che si sgrana ai piedi del tempio di Costantino Magno.

Uomini che sfidano e domano la paura quando è il momento di passare all’azione. Questa sera sarà Costantino Atzas a lanciare il segnale della partenza. Quest’anno è lui il primo cavaliere.

Era ancora pieno inverno quando l’allevatore di 43 anni è stato convocato in canonica dal parroco, il depositario dell’albo dei capicorsa. Per la sua natura discreta e schiva Costantino non svelerà mai se fu una promessa a guidare le dita e la penna sul registro delle prime pandele, o se il desiderio di sciogliere un voto maturò molti anni dopo un’iscrizione fatta in età acerba.

Saranno i fatti a parlare per lui, il prescelto chiamato a condurre la corsa equestre dall’inizio alla fine, perché questo significa, secondo il codice dell’ Ardia, onorare fino in fondo il santo.

A scortare “sa pandela mazzore” saranno Mario Meloni, seconda bandiera, e Salvatore Meloni, terza. Il trittico riceverà i vessilli intorno alle ore 18, quando cavalieri e i fucilieri si raduneranno nella piazza parrocchiale. Dopo la benedizione il corteo muoverà verso Su Frontigheddu.

Dal promontorio il “la” alla grande corsa, tessera di una tradizione considerata festa di popolo. “Sa Festa”, che Sedilo vuole elevare a patrimonio immateriale dell’Umanità.

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