Ora l’incubo di una Grexit sul tavolo dei leader europei
Tsipras chiama Draghi e i partner Ue. Oggi vertice della Bce, domani l’Eurogruppo La Cancelliera stasera vede Hollande. Schulz: «La situazione può diventare drammatica»
MILANO. Ancora prima che da Atene arrivasse l’esito non scontato della vittoria del no al referendum le diplomazie europee erano già in moto, soprattutto sull’asse Parigi-Berlino. Ma soprattutto la palla passerà nelle mani della Bce. Intanto Alexis Tsipras si è già sentito telefonicamente con il governatore Mario Draghi, che oggi riunisce il consiglio direttivo per decidere sul rifinanziamento della liquidità degli istituti ellenici, e con gli altri leader europei. Alle 18,15 di ieri, un quarto d’ora dopo la chiusura dei seggi, l’account ufficiale dell’Eliseo ha annunciato che la cancelliera Merkel volerà stasera a Parigi per una cena con il presidente Hollande. Insieme hanno inviato gli altri paesi a tenere un Eurogruppo già domani. Il ministro delle Finanze di Parigi aveva chiarito la posizione della Francia nella mattinata di ieri, a urne aperte: «Qualsiasi sia l’esito del voto dobbiamo riprendere i negoziati politici. Non rimettiamo in scena il Trattato di Versailles», ha detto Macron. Per il ministro delle Finanze «sarebbe un errore storico schiacciare il popolo greco», analogamente a quello che venne fatto con la Germania con il Trattato di Versailles. L’Europa e la Grecia, ha detto, devono trovare un compromesso sulle riforme e sul debito, qualsiasi sia l’esito del referendum. Macron ha anche invitato i suoi colleghi a non nascondersi dietro le preoccupazioni della Bce.
Alla stessa conferenza era presente il commissario agli affari economici Pierre Moscovici che si è schierato contro Bruxelles: «È abbastanza insopportabile che la Commissione europea tenga per mano i ministri o i governi con riforme presentate in modo burocratico e che sono più o meno sempre le stesse».
Oggi si riuniranno gli sherpa dell’Eurogruppo, e domani l’Eurosummit convocato dal presidente del Consiglio Ue Donald Tusk per le ore 18. Ci si appresta a vivere ore e giorni quanto mai difficili e «drammatici» come sostiene il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz. «Saranno necessari immediati aiuti umanitari - ha detto - e il governo greco deve fare una nuova proposta che convinca gli altri Paesi dell’Euro e le istituzioni per ricominciare a negoziare». Dunque sarà quasi inevitabile riaprire il confronto con Atene a meno che non prevalga la linea di espellere dall’euro il paese ellenico, ipotesi sostenuta non solo dai “falchi” come il presidente delle imprese esportatrici tedesche. Ma anche dal vicepremier tedesco e presidente Spd Sigmar Gabriel: «Tsipras ha distrutto l’ultimo ponte verso un compromesso tra Europa e la Grecia».
Dal punto di vista dei conti la Grexit potrebbe avere effetti pesanti per Berlino. Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann mercoledì aveva illustrato al ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, che l’uscita della Grecia dall’euro comporterebbe un consistente buco di bilancio per la Germania. La Bundesbank ha accumulato riserve per 14,4 miliardi di euro per far fronte alle conseguenze della crisi dell’eurozona, ma queste non basterebbero in caso di uscita di Grexit. Weidmann avrebbe affermato che i costi della Grexit colpirebbero direttamente i profitti della Bundesbank, che confluiscono nel bilancio tedesco e oggi stimati in 2,5 miliardi di euro l’anno. Inoltre la Bce detiene 20 miliardi di euro di titoli greci e la quota su quei titoli spettanti alla Bundesbank ammonta a circa un quarto.
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