La Nuova Sardegna

Subito un vertice Renzi-Padoan

di Gabriele Rizzardi
Subito un vertice Renzi-Padoan

Il premier contro il “format” a due Hollande-Merkel: «Coinvolgere tutti i leader»

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ROMA. La schiacciante vittoria del No al referendum greco è destinata a diventare uno spartiacque per il futuro dell’Ue e Matteo Renzi, che aveva definito un «errore» il ricorso alla consultazione popolare, convoca per questa mattina a Palazzo Chigi il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Il premier e il ministro che in Europa siede ai tavoli dei negoziati più importanti discuteranno della possibilità di far ripartire le trattative a Bruxelles per tenere la Grecia dentro l’Europa pur nel rispetto di quel programma di riforme che Tsipras ha criticato. Renzi, che si è detto tranquillo sugli eventuali contraccolpi sull’Italia di un’uscita della Grecia dall’euro, è sempre più determinato a continuare la sua battaglia per invertire la rotta dell’Europa dal rigore alla crescita. Ma in serata, dopo vari contatti tra Francia e Germania, e la richiesta della cancelliera Merkel di convocare l’Eurogruppo per martedì, Renzi ammonisce: «Non serve un formato a due - ha detto Renzi - ci vuole un coinvolgimento dei leader e delle istituzioni europee» E Padoan, con una nota del Mef, fa sapere che il programma di aiuti alla Grecia «non può limitarsi alla dimensione finanziaria ma deve affrontare il bisogno di investimenti e le profonde riforme delle istituzioni economiche».

Al ministero dell’Economia assicurano che l’Eurozona «è in grado di fronteggiare la crisi di fiducia» ed anche «eventuali attacchi speculativi» e fanno sapere che tutti gli stati membri «sono impegnati a conservare l’integrità della moneta unica e quindi a recuperare la piena autonomia finanziari della Grecia». Con un tweet Padoan aggiunge: «L’Italia lavora da sempre per un’Europa più solidale e integrata». A chiedere che vengano riprese al più presto le trattative è anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni: «Ora è giusto ricominciare a cercare un’intesa. Ma dal labirinto greco non si esce con un’Europa debole e senza crescita».

Il no della Grecia porterà il caos nella Ue? Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prende atto «con rispetto» della decisione ma fa capire che la fase più difficile si apre adesso. «Si tratta di una decisione che proietta, oltre ad Atene, la stessa Unione Europea verso scenari inediti, che richiederanno a tutti, sin d’ora, senso di responsabilità, lungimiranza e visione strategica».

La vittoria del No ha anche un riverbero nella politica italiana. Le delegazioni dei 5 Stelle e di Sel, guidate da Grillo e Vendola, che ieri erano in piazza Syntagma a festeggiare, fanno propria la vittoria di Tsipras e non perdono occasione per attaccare il governo. «Non ha perso solo la Troika ma anche la signora Merkel e Matteo Renzi» taglia corto Nichi Vendola. L’ex Pd Stefano Fassina chiede che venga riaperto subito il negoziato con la Grecia e invita Renzi «a non appiattirsi» sul governo tedesco. Beppe Grillo, che ad Atene c’è andato insieme a 50 parlamentari, esalta invece il valore del referendum mentre il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, assicura che da oggi «l’Europa non sarà più la stessa».

Sulla questione si fa sentire anche Matteo Salvini, che è rimasto in Italia e non perde occasione per riaccendere la sua battaglia: «L’Europa deve cambiare trattati e moneta. La vittoria del No è uno schiaffone agli europirla che ci hanno portato alla fame».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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