La Nuova Sardegna

Capelli: Sanluri sarà una passerella

Il deputato del Centro demoratico è critico sull’appuntamento della coalizione

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CAGLIARI. Alcuni parlamentari sarebbero stati inviati a Sanluri, altri no. Ma anche chi ha ricevuto la convocazione per gli Stati generali del centrosinistra, lunedì prossimo, è ancora indeciso se presentarsi all’appuntamento. A pochi giorni dal rendez vous della maggioranza al governo della Regione, non tutto sempre filare liscio. Anzi, ad accendere le polveri è stato il deputato del Centro democratico Roberto Capelli, che in un’intervista al sito Sardiniapost ha avuto la mano pesante fino a ipotizzare in futuro il possibile appoggio esterno alla Giunta.

Dopo aver detto di non aver trovato l’invito per Sanluri nella cassetta delle lettere, ha aggiunto con tono polemico: «Il numero delle persone convocate, a occhio dovrebbero essere trecento, sono più da convegno che da check di coalizione. Mi pare difficile che con questa platea si arrivi a produrre qualcosa di concreto. Alla fine sarà solo una passerella inutile, e dispersiva, dove non è chiaro chi potrà intervenire e soprattutto a chi saranno affidate le conclusioni». E subito dopo: «Non credo di essere l’unico a dubitare dell’utilità della riunione di Sanluri. Un’assemblea così allargata ha un senso solo quando le decisioni sono prese e poi lsi vuole farle valutare a una platea più ampia di rappresentanti istituzionali». Non è finita: a chiare lettere Roberto Capelli parla di un presidente della Regione convocato come ospite visto che il vertice, con molta probabilità, sarà aperto e chiuso dal segretario regionale del Pd Renato Soru. Fino alla stoccata: «Penso che il leader della coalizione sia come sempre Pigliaru, ma deve dimostrare di essere il garante dell’intera coalizione. Tuttavia Soru è legittimato a dire che in questa Giunta serve più politica e io aggiungo il primato dei professori va ridimensionato». Per poi prendersela con quello che definisce un evidente strapotere del Partito democratico: «Pensa da solo l’ordine del giorno in aula, il calendario dei lavori, l’esame o meno in Consiglio di questa o quella mozione o proposta di legge. Ma se non ricordo male, abbiamo condiviso un programma di governo e sono proprio i partiti più piccoli quelli che da mesi si battono per realizzarlo».

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