Olbia: il Comune dice sì al balzello dal 2016
Approvata in consiglio la tassa che i turisti verseranno alle strutture ricettive, dai campeggi ai 5 stelle
OLBIA. Il balzello sulle vacanze è servito. Dal primo gennaio 2016 i turisti dovranno pagare un obolo per ogni giorno di permanenza in città. Il regolamento dell'imposta di soggiorno passa con i soli voti della maggioranza. Feroce la battaglia per il no portata avanti dai consiglieri di opposizione.
Il regolamento. Ancora da quantificare il contributo giornaliero che il Comune chiederà a ogni turista. Si parla di 2,50 centesimi, ma sarà definito solo nei prossimi mesi. Per ora esiste solo il regolamento, approvato a maggioranza. Al suo interno sono indicate le strutture in cui l’imposta dovrà essere riscossa. Alberghi, ma anche campeggi e villaggi turistici, aree di sosta di caravan, case vacanze, residence, agriturismo. La tassa dovrà essere saldata al cento per cento nei periodi di alta stagione, al 50 per cento in quelli di bassa. Previste delle giornate no tax per incentivare la destagionalizzazione.
Giovani Tax free. Individuate anche alcune categorie tax free. Saranno graziati dal pagamento dell’imposta gli studenti universitari con meno di 26 anni di età, i giovani Erasmus, le persone con età superiore a 65 anni. Previste sanzioni di 25 euro nel caso di mancato versamento della quota. Prima superavano i 100 euro.
Secondo tentativo. L’imposta era già transitata in Consiglio la scorsa settimana. Una scelta che aveva messo a rischio la tenuta della maggioranza. Tante le voci contrarie tra i banchi del Partito democratico che governa la città, pronte a votare contro la loro stessa squadra di governo. Una sola la motivazione per giustificare l’introduzione del balzello odiato e contestato da sempre dagli albergatori. 1milione e 600mila euro di risorse da trovare per far quadrare il bilancio. Unica alternativa alla tassa di soggiorno, far pagare la Tasi a tutti i cittadini residenti. Quasi una scelta obbligata per l’assessore al Bilancio, Ninni Chessa. Meglio pochi euro da chiedere ai vacanzieri in cambio di maggiori servizi, piuttosto che chiedere tra i 130 e i 150 euro ai cittadini.
Il compromesso. Dopo una settimana di discussione, è arrivata ieri in aula la formula di compromesso dell’imposta. Non più operativa dal 10 luglio, ma dal primo gennaio 2016. E apertura di un tavolo di concertazione con gli operatori turistici.
Il no degli albergatori. Ma gli imprenditori dell’ accoglienza restano contrari al balzello sul posto letto. Sono convinti che l’imposta sia così pericolosa al punto da penalizzare Olbia come località turistica.
Al coro di no si unisce anche la Confindustria del nord Sardegna. «Una tassa totalmente inopportuna la cui eventuale applicazione deve contemplare la diretta corrispondenza con il miglioramento dei servizi resi ai contribuenti che la sostengono».
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