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Onorato scrive una lettera ma la rivolta non si placa

 Onorato scrive una lettera ma la rivolta non si placa

Sul sito dell’azienda poche righe lanciano il nuovo corso. L’ad: tariffe immutate Ma rimane il timore per la concentrazione delle rotte in un’unica compagnia

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SASSARI. Signore dei mari in tempesta. Vincenzo Onorato dopo avere portato a termine la sua operazione di alchimia finanziaria cerca di placare la rivolta. Non solo la segnalazione della Regione all’Antitrust, ma anche interrogazioni parlamentari, richieste di convocazione del consiglio regionale, proteste di associazioni. La scalata a Tirrenia alimenta la polemica. Il padrone di Moby deve convincere tutti che il controllo del traffico passeggeri e merci tutto nelle sue mani è conveniente per i sardi. E lo fa con una operazione simpatia. La prima mossa è la nomina di un board tutto sardo. Presidente, ad e responsabile merci sono isolani.

Lettera aperta. Onorato pubblica una lettera sul sito internet della Tirrenia. Si rivolge ai marinai. Ma è una missiva al curaro. «Cari Marinai le mie credenziali per essere la vostra guida sono la mia storia. Oggi ho 70 navi tutte battenti bandiera italiana, con 4mila marittimi tutti italiani, senza uno straniero. Questa, oggi, è la nostra eccellenza, l'eccellenza dell’italianità. La Tirrenia da oggi non sarà più di manager, che sono costati alla Compagnia milioni di euro all'anno e che non hanno mai rischiato nulla di proprio». Poi un attacco anche all’ex ad Morace accusato di avere preteso il pagamento delle spese legali a un dipendente che aveva perso una causa contro la Tirrenia. Ma anche la rivelazione che a sceglierlo come ad è stato lo stesso Onorato: «Perché persona di “famiglia”, suo nonno è stato mio padrino di cresima». Morace evita ogni polemica. Si limita a un laconico: «La lettera si commenta da sola». Ma ci tiene a dire: «In questi anni abbiamo lavorato con trasparenza e abbiamo fatto crescere un’azienda che ora è sana. Abbiamo anche ricevuto tante ispezioni ministeriali e ci hanno sempre fatto i complimenti».

Tariffe bloccate. Per bloccare il principale timore del dopo acquisto di Tirrenia interviene il nuovo Ad, Massimo Mura: «Contrariamente a una campagna di disinformazione in atto, le tariffe Tirrenia per i passeggeri resteranno immutate, non hanno subito e non subiranno aumenti. Quelle merci restano congelate».

Il futuro. Per ora non arriva nessuna comunicazione ufficiale da parte di Onorato, ma si fanno diverse ipotesi, tutte di tipo finanziario. La prima è la possibilità di quotare Moby in Borsa. La seconda è l’emissione di un bond per rifinanziare il debito. Tutte indiscrezioni che troveranno riscontro solo nelle prossime settimane.

La rivolta. Ma l’operazione portata a termine da Onorato riesce nel miracolo di mobilitare maggioranza e opposizione. Compatta tutta la politica contesta l’acquisizione e grida al rischio monopolio. Per ora le mosse di Onorato non hanno dissipato la cortina di diffidenza. E Tirrenia viaggia ancora avvolta dalle nebbie. (l.roj)

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