Roghi, ancora caos e carenze: i sindacati dei vigili in trincea
Il segretario della Confsal Sanna: «La classe politica regionale si assuma le proprie responsabilità» Domani a Cagliari un vertice forse decisivo. Confermato da ieri lo schieramento del terzo Canadair
SASSARI. «La classe politica regionale deve assumersi le proprie responsabilità sulla lotta agli incendi». È critico il segretario sardo della Confsal dei vigili del fuoco, convinto com’è che lacune e caos siano destinati ad aggravarsi. «Per salvaguardare i turisti e le popolazioni sarde c’è bisogno di più uomini, di mezzi nuovi e di maggiori risorse finanziarie», dice Salvatore Sanna. E ricorda come nell’isola le cose siano cominciate ad andare male da quando una legge ha trasferito le competenze sui roghi boschivi dallo Stato alle Regioni. «Le tutele dei territori non possono venire limitate a 20-30 giorni – incalza il sindacalista – vanno estese dal primo giugno a fine settembre».
Domani a Cagliari si terrà un vertice per il “raffreddamento” della vertenza che nella campagna antincendi oppone Cisl e Confsal ai rappresentanti del ministero. All’incontro parteciperanno - oltre ai sindacalisti - dirigenti regionali e nazionali del Corpo. E, per un versante collaterale, i delegati del Conapo, sindacato autonomo dei vigili.
«Ma non sono ottimista, anzi – commenta ancora Sanna – Perché i soldi chiaramente non bastano, eppure non c’è nessuno che dica da dove potranno venir fuori. In questo modo le assurdità continuano: come si può pretendere con un assetto del genere di proteggere un’area come la vecchia provincia di Sassari, la più estesa d’Italia». «La realtà è che gli interventi vanno programmati non sulla base di statistiche astratte, ma sulle probabilità effettive di rischio», conclude Sanna.
La querelle va ormai avanti da settimane. Ieri nuova presa di posizione da parte di Nino Manca (Cisl). Che assieme a Sanna sostiene senza mezzi termini: «Non si può “folleggiare” su soccorso e sicurezza. I responsabili dei vigili, martedì a Olbia, hanno confermato quanto da noi denunciato sulla carenza di uomini e mezzi. Questo significa che la nostra protesta è giusta e dimostra che la politica è lontana». «Il dramma è che, davanti a queste denunce, tutti i nostri politici sono assenti: se dovesse verificarsi qualche tragedia, non potranno mai sostenere l'avevamo detto, anzi, dovranno assumersi tutte le loro responsabilità», è la conclusione dei dirigenti sindacali. Respinto, poi, il tentativo di creare scontri e differenziazioni di vedute con i forestali. E rilanciata infine l’esigenza di far rientrare pompieri sardi dalla penisola per combattere le emergenze.
Tutto questo, fra contrasti e nuove polemiche, mentre sul fronte della lotta contro le fiamme arriva una conferma: da ieri sono saliti a tre i Canadair schierati all'aeroporto di a Olbia a disposizione della macchina antincendio. I tre mezzi dei vigili, gestiti da Inaer Aviation Italia, sono parte della flotta di 19 aerei presenti sul territorio nazionale. Garantiranno una maggiore protezione della Sardegna. L’isola, in questo periodo, con l'aumento delle temperature, appare particolarmente esposta al pericolo di vasti incendi. (pgp)
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