I testimoni: «Oppi a Chianciano per ragioni istituzionali»
CAGLIARI. Giorgio Oppi è andato a Chianciano a spese pubbliche per partecipare al convegno dell’Udc, ma le ragioni della trasferta erano istituzionali perchè all’appuntamento nazionale organizzato...
CAGLIARI. Giorgio Oppi è andato a Chianciano a spese pubbliche per partecipare al convegno dell’Udc, ma le ragioni della trasferta erano istituzionali perchè all’appuntamento nazionale organizzato dal suo partito si parlava di temi politici che riguardavano la sua carica di assessore regionale all’ambiente. L’hanno detto tutti i testimoni chiamati dal difensore Massimiliano Ravenna a spiegare al giudice Alessandro Castello il perchè di quel viaggio: la partecipazione di Oppi era legata alla sua attività, non si trattava di un convegno di partito come sostiene la Procura che ha rinviato a giudizio immediato il leader sardo dell’Udc con le accuse di truffa aggravata e falso in atti pubblici. Chiusa l’udienza di ieri, restavano altri testimoni ma il difensore ha comunicato di voler rinunciare ad altre audizioni perché il contenuto sarebbe sempre lo stesso. Il 17 dicembre si farà quindi la discussione, poi si andrà alla sentenza.
Il 9 settembre 2011 Oppi era volato a Chianciano Terme per partecipare a un incontro nazionale organizzato dall’Udc e al ritorno s’era fatto rimborsare spese per 1977,25 euro dall’amministrazione regionale, come se si fosse trattato di un impegno istituzionale. Tutto era nato dalla segnalazione di una «talpa», un dipendente regionale che s’era visto passare sotto gli occhi la richiesta di rimborso presentata da Oppi il 7 novembre 2011, due mesi dopo il convegno. Un rendiconto dettagliato: 1797 euro pagati alla Traietti autonoleggi, 175 euro il biglietto aereo. Con l’auto noleggiata l’ex assessore all’Ambiente aveva prima raggiunto la sede del convegno a Chianciano, poi insieme ad altri si era spostato a Orvieto. Nel giustificativo di spesa però questi passaggi non risultano: Oppi ha certificato di essersi trasferito per due giorni a Roma, chiamato da impegni legati alla sua funzione di amministratore regionale. In realtà, sostiene la Procura, era altrove. (m.l)
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