Negri sfida Onorato: «In gara per le linee sarde»
Il sassarese ex socio Cin pronto a concorrere non appena l’Antitrust deciderà «Con me altri partner, alla guida della nuova compagnia ci sarà Morace»
SASSARI. Pochi mesi fa, da socio di minoranza, si era detto disponibile a rilevare l’intero pacchetto di Tirrenia Cin con l’aiuto di altri partner. Adesso lancia una nuova sfida al patron della Moby, Vincenzo Onorato, che nei giorni scorsi ha acquisito il 100% dell’ex compagnia statale. «Non appena l’Antitrust interverrà sul monopolio, sono pronto a gareggiare per gestire diverse linee per la Sardegna», annuncia. Non è uomo che ama perdere tempo l’imprenditore sassarese Luigi Negri, lupo di mare che da tempo opera tra Genova, dove vive, e la Toscana, dove gestisce un collegamento sulla Piombino-Porto Ferraio. Tanto da indicare subito la guida della nuova società: l’ex amministratore delegato della Tirrenia Ettore Morace.
Le origini. Sardo doc, 72 anni, Negri conserva una pronuncia sassarese mescolata con accenti liguri. Ma soprattutto custodisce il senso degli affari. Lo stesso che l’ha portato ai vertici di Gip, il Gruppo investimenti portuali col quale deteneva il 15% della Cin. Negri risiede a Genova sin dal periodo successivo alla laurea in giurisprudenza, conseguita a 24 anni nell'ateneo di Sassari. Da allora i suoi interessi economici spaziano sino al Centro Italia. Dove fra l’altro, possiede, come lui stesso ricorda, «una società di navigazione che fa servizio solo d'estate, la Blu Navy». «Compagnia naturalmente troppo piccola per rientrare a fare parte della mia prossima operazione», puntualizza con una risata, tesa a far capire che l’obiettivo all’orizzonte potrà essere raggiunto grazie a investimenti ben più importanti. Difatti, se ieri Negri sosteneva di poter comprare l’intera Tirrenia, adesso intende opporsi da posizioni di forza al monopolio targato Onorato. «Perché – spiega – quel ruolo dominante sarebbe un rischio per tutti».
I piani. Poi l’armatore sassarese entra un tantino di più nei dettagli. «Se le linee per la Sardegna saranno messe a gara, noi ci presenteremo: e quando dico noi mi riferisco a una cordata con operatori e imprese locali». E a proposito della vicenda Tirrenia Cin, Negri lancia la sfida al nuovo proprietario: «Vedremo se Onorato saprà mantenere una società che da semi-fallita oggi genera 60 milioni di Ebidta, 35 milioni di utile netto e 90 milioni di liquidi a fine stagione, che lui si troverà in tasca grazie a noi».
Dal passato al futuro. L’imprenditore sardo trasferitosi in Liguria ricorda poi di essere rimasto molto amareggiato dopo aver appreso la notizia dell’acquisizione da parte di Onorato dell’intero pacchetto azionario. «Pochi giorni fa mi sono sentito davvero male – rivela – Ma poi ho deciso di reagire e ho visto che molti la pensavano come me. Dato che il Onorato ormai è il padrone della Compagnia italiana di navigazione e di sicuro non la venderà a noi, ho pensato che l’unico modo per reagire era appunto quello di concorrere alla gara sulle rotte sarde». «In questo senso cercherei di metter su un’altra società con partner capaci e affidabili – prosegue – E lungo questa direzione penso ovviamente all’affitto di traghetti in grado di far fronte all’esigenza di coprire i collegamenti da e per l’isola».
L’indicazione dei primi nomi. E nel caso in cui il progetto dovesse concretizzarsi, Negri spiega perché è sua intenzione affidare la nuova compagnia all’ex amministratore delegato di Tirrenia. «Ci sono tantissimi buoni motivi – incalza – Ettore Morace è un uomo assolutamente capace e competente. Soltanto Onorato, per motivi forse personali, può disconoscerne il talento».
Voci e rumors. Stando a indiscrezioni rilanciate dal Secolo XIX di Genova, il ruolo che in questi tre anni ha svolto l’ad pare sia piaciuto anche a Gianluigi Aponte, numero uno di Msc (seconda compagnia di navigazione al mondo) e azionista di maggioranza in Gnv. Di più: sempre secondo il giornale ligure, gli scenari cambiati così all’improvviso e la guerra dei mari che si sta già sviluppando potrebbero spingere la stessa Grimaldi a rientrare nel gioco delle corse per la Sardegna. Fra l’altro, Aponte e Grimaldi erano inizialmente, con Onorato, azionisti Cin, holding che comprò Tirrenia nel 2011 dallo Stato, e che i primi due dovettero abbandonare su richiesta proprio dell’Antitrust.
Valutazioni. «Morace comunque ha rilevato la guida della Tirrenia quando stava quasi fallendo per via della gestione statale e l’ha subito rilanciata – continua Luigi Negri – Il primo anno gli utili erano già di 2 milioni, il secondo 12, il terzo 36 e adesso, lo ripeto, a fine stagione la liquidità in cassa sarà di quasi 90. Non ci sono dubbi con queste premesse noi avremo un domani una guida sicura per la nostra società».
Orizzonti. In questo clima di scontro, dunque, molte cose potrebbero cambiare. Specialmente quando, tra meno di 45 giorni, l’Antitrust deciderà se la posizione di Onorato, padrone di Moby e Tirrenia, è diventata dominante o no. L’Authority, come ricordato da diversi specialisti, potrebbe poi intervenire anche su temi diversi da quelli della semplice gestione delle rotte. Come per esempio l’impossibilità per Onorato di trasferire marittimi e altri dipendenti da Moby a Tirrenia e viceversa.
Lotte dure. Insomma, la partita è aperta e tanti guerrieri si preparano a dare battaglia sino in fondo. A partire, ora, da un interrogativo che potrebbero sollevare i “controllori” della Ue: i 62 milioni di contributi pubblici per la continuità territoriale servono solo come contropartita per le linee in perdita oppure possono venire impiegati in differenti capitoli di spesa?
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