Scalata e caro-biglietti, i casi in Parlamento
Deputati e senatori del Pd chiedono chiarimenti. Interviene anche il consigliere regionale Rubiu (Ap)
Reazioni a raffica a pochi giorni dalla nuova definizione delle azioni all’interno della Compagnia italiana di navigazione. «La scalata di Onorato in Tirrenia» è una vicenda che «in definitiva non può essere considerata soltanto di competenza della Regione ma deve essere affrontata da governo e parlamento: riteniamo indispensabile un'audizione e un primo confronto con la nuova proprietà». Questa la richiesta contenuta in una lettera che diversi senatori, primo firmatario Silvio Lai del Pd, hanno inviato ai presidenti delle due commissioni competenti di Palazzo Madama. «Sono ormai innumerevoli – sottolineano i richiedenti – le denunce per i biglietti ultra costosi, quasi 2.000 euro per andata e ritorno di una famiglia con 3 bambini, ma preoccupano anche le denunce all'Autorità della concorrenza dopo il passaggio di proprietà della quota di maggioranza della Cin a Onorato già proprietario della Moby. E va verificato se sia lecito per rotte che sono onerate per il pubblico servizio».
Nella lettera si chiede di valutare «in primo luogo tutte le problematiche legate alla situazione di monopolio che si è venuta a creare, con le ricadute negative che tutto ciò comporta per i sardi». E in secondo luogo le questioni riguardanti il piano di impresa, «su cui c'è stato il sostegno economico di Unicredit», «e la tutela dell'occupazione per il personale che sarà in sovrannumero».
I deputati democratici Francesco Sanna e Romina Mura hanno poi chiesto con una lettera al presidente della commissione Trasporti della Camera, Michele Meta, l'audizione dei nuovi vertici di Tirrenia. E sollecitato la convocazione della compagnia «per acquisire direttamente notizie sulle prospettive della società e del servizio pubblico di continuità territoriale».
«Un monopolio che potrebbe produrre gravi conseguenze per la politica dei trasporti in Sardegna: l'acquisizione delle quote della compagnia di navigazione Cin Tirrenia appare come un'operazione di mercato ad alto rischio per le rotte da e per l'isola». Così il capogruppo di Area Popolare in consiglio regionale, Gianluigi Rubiu.
Polemici gli indipendentisti dell’Irs. «Il ministro Graziano Delrio – dicono – ha dichiarato che “è una situazione in cui un imprenditore privato ha fatto un'offerta ma c'è comunque da tenere alta la vigilanza sulla tutela del diritto alla mobilità dei passeggeri”. Ma con questa presa di posizione il governo avalla la presenza di un monopolio privato» «Il diritto dei sardi alla mobilità è appeso alla vigilanza che da Roma verrà operata per garantire di non dover andare a nuoto verso uno dei continenti con cui confina l'isola», concludono gli esponenti dell’Irs.
Infine Mauro Pili presenta una interrogazione sulla buonuscita dell’ex ad di Tirrenia Cin Ettore Morace. «Per lui – dice – un milione e mezzo di euro». «È incomprensibile come il ministero competente possa da una parte accettare una dichiarazione di deficit di bilancio e dall'altra una buonuscita sui conti della Tirrenia di queste proporzioni», conclude il parlamentare sardo di Unidos-Misto.
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