Sdl: «In maggioranza con pari dignità»
Presentazione ufficiale del gruppo in Consiglio regionale: nato dalla fusione fra Cd e Partito dei sardi
CAGLIARI. Non è un partito e forse non lo sarà mai, perché fra i fondatori del gruppo «Sovranità, democrazia e lavoro» più di una differenza politica salta fin troppo agli occhi e sarà quasi impossibile da azzerare. Per ora è meglio chiamarlo un «laboratorio aperto», in Consiglio regionale e nella coalizione di centrosinistra al governo, su quello che il vero grande obiettivo l’autodeterminazione del popolo sardo. L’hanno voluto e costruito le segreterie e i consiglieri regionali del Centro democratico e del Partito dei sardi, con l’adesione tecnica del cinquanta per cento di Sinistra sarda. «Non è una fusione a freddo e neanche il più frettoloso dei matrimoni d’interesse», ha detto Franciscu Sedda, segretario del Pds, nel giorno della presentazione. «È la tappa fondamentale di un percorso cominciato un anno e mezzo fa e in cui abbiamo condiviso, giorno dopo giorno, i temi fondamentali per il rilancio della Sardegna», ha sottolineato Nicola Selloni, segretario del Cd. Dietro le quinte c’è stato soprattutto il dialogo fra i due padri del laboratorio: il presidente del Pds e assessore Paolo Maninchedda e Roberto Capelli, deputato del Cd. Da tempo sempre più in sintonia nel non sopportare l’egemonia del Pd nella coalizione. Nel pacchetto, tra l’altro già sperimentato nei giorni del voto in Consiglio per i grandi elettori del presidente della Repubblica, doveva esserci anche Sel. Ma il partito di Vendola – 4 consiglieri regionali – è troppo impegnato nel complicato dibattito interno sul suo futuro, sciogliersi o ricostruirsi, per pensare ora alle geografie esterne. Così «Sdl» da 8 potenziali consiglieri è sceso a 5: 2 del Cd – Roberto Desini e Anna Maria Busia – 2 del Pds – Piermario Manca e Augusto Cherchi – e Alessandro Unali, che è la componente di Rifondazione in Sinistra sarda, l’alleanza coi Comunisti italiani. Nella mappa del Consiglio e della maggioranza, il peso di «Sdl» è oggi così forte da essere il secondo gruppo per numero di consiglieri e «siccome – ha sottolineato Manca – in politica i numeri pesano, vuol dire che siamo disposti al dialogo, continueremo a essere leali, ma non accetteremo più prevaricazioni». In estrema sintesi, «Sdl non farà sconti a nessuno» e al presidente della Giunta chiederà di essere «ancora il vero e unico garante della pari dignità fra i partiti», ha aggiunto Cherchi. Per Anna Maria Busia è arrivata la svolta: «Abbiamo un megafono più grande e con più forza faremo sentire la nostra voce».
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