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Moviementu: «Subito i bandi e i fondi secondo la legge»

CAGLIARI. Subito i bandi per la produzione dei film e una ripartizione delle risorse rispettosa dei criteri imposti dalla legge. Dopo il provvedimento del Tar Sardegna, che mercoledì ha sospeso il...

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CAGLIARI. Subito i bandi per la produzione dei film e una ripartizione delle risorse rispettosa dei criteri imposti dalla legge. Dopo il provvedimento del Tar Sardegna, che mercoledì ha sospeso il provvedimento della Regione con cui venivano distribuiti i fondi destinati al cinema, sono queste le richieste degli operatori del settore. La vicenda è partita il 24 giugno, quando la società di produzione cinematografica “Eia film” ha deciso di impugnare davanti al Tribunale amministrativo regionale il decreto dell’assessore alla programmazione, Raffaele Paci, con cui si distribuivano i 6.665.000 euro destinati al comparto per il triennio 2015-2017.

Il motivo? Alla Sardegna film commission sarebbero stati assegnati più denari di quelli che, secondo Moviementu, sono previsti dalla legge. «Ci attendiamo ora che l'assessorato al Bilancio provveda a riparare all'errore -hanno spiegato Enrico Pitzianti, Paolo Zucca, Enrico Pau, Marco Antonio Pani – La legge stabilisce che fino al 70 per cento vada alla produzione di film di interesse regionale e al funzionamento della Film Commission. Invece il 45% è stato destinato alla fondazione Film Commission, che può accedere anche ai fondi a valere sul capitolo sviluppo del cinema in Sardegna, arrivando al 60%». Sul merito l’udienza è fissata per il 25 novembre, ma «di fatto abbiamo anticipato gli effetti della sentenza», ha sottolineato l'avvocato Alberto Onorato che, per conto della "Eia Film", ha presentato il ricorso a cui si sono aggiunti, una ventina di operatori della rete del cinema Moviementu e altri lavoratori del settore.

A questo punto, ha proseguito l’avvocato Onorato, arrivano due passaggi: il primo è che, come ha ordinato il Tar con la sospensiva, «la Regione provveda a ripartire correttamente le somme».

Il secondo è che sia magari lo stesso assessore alla Cultura, Claudia Firino, a «emendare questi vizi».

Il concetto che sta alla base di tutto ciò è chiaro. Lo ha spiegato il regista di “Bellas Mariposas”, Salvatore Mereu: «La Film Commission ha una funzione di servizio nei confronti delle produzioni che nascono in Sardegna e parlano di Sardegna – dice Mereu – invece i fondi sottratti al nostro cinema finiscono anche per finanziare film che della Sardegna utilizzano solo lo sfondo».

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