Sos dagli agricoltori: raccolti distrutti dagli animali selvatici
Manifestazione davanti al palazzo della Regione L’assessore Falchi: «Interventi in tempi rapidi»
CAGLIARI. Basta animali selvatici: sos dagli agricoltori. Una trentina di operatori aderenti alla Coldiretti ieri hanno manifestato in viale Trento per chiedere aiuto alla Giunta regionale sui danni provocati dagli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, i terreni e mangiano i pesci per un danno stimato di vari milioni di euro. In tutta la Penisola la Coldiretti sta denunciando alle istituzioni «una situazione insostenibile che sta mettendo in ginocchio agricoltori, allevatori e pescatori e causando seri problemi, oltre che economici, ambientali - ha spiegato Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna -. Chiediamo interventi urgenti che garantiscano la sopravvivenza delle imprese agricole in equilibrio con la natura». Il confronto con le amministrazioni regionali ha l'obiettivo di discutere l'utilità dei provvedimenti di prevenzione e controllo e gli effetti dei danni provocati dalla fauna selvatica all'agricoltura. «Di fronte al moltiplicarsi dei danni provocati da nutrie, corvi, cinghiali, cervi, cormorani ed altri animali, insieme agli agricoltori - ha detto il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba - chiediamo una riforma della disciplina che garantisca l'indispensabile presenza delle aziende agricole a tutela del territorio».
Sulla necessità di intervenire in tempi rapidi non ha dubbi l’assessore all’Agricoltura Elisabetta Falchi: «Siamo convinti che il problema dei danni causati da fauna selvatica sia ormai da affrontare mettendo in campo una serie di interventi mirati alla prevenzione e non solo al risarcimento, perché agricoltori, pastori e pescatori vogliono che siano salvaguardate le colture e non che arrivino, a stagione compromessa, aiuti finanziari a compensare i mancati redditi». «Pur non essendo materia di nostra competenza – ha spiegato l’esponente della Giunta Pigliaru – possiamo dare suggerimenti e fare proposte alla luce delle indicazioni che tutti i giorni ci arrivano da agricoltori e pescatori».
Il tipo di intervento varia in base alla specie animale e ai territori in cui si trova, hanno spiegato dagli uffici dell’assessorato: cornacchie, cormorani, cervi, nutrie o cinghiali necessitano di strategie mirate e specifiche che tengano conto anche delle norme di salvaguardia e protezione nazionali ed europee. Ai primi del mese Coldiretti Oristano aveva lanciato l’allarme nelle campagne e negli stagni del territorio: il 19 giugno scorso il Comitato faunistico regionale si era espresso a favore dell’abbattimento selettivo delle cornacchie grigie, con un piano triennale valido fino al 2017 approvato all’unanimità per contenere i danni da fauna selvatica. Si potranno abbattere 18.900 esemplari l’anno, oltre 10mila in più rispetto al passato.
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