La Nuova Sardegna

Dentro “L’Inferno” della nostra contemporaneità

di Roberta Sanna
Dentro “L’Inferno” della nostra contemporaneità

“La Notte dei poeti”, oggi a Nora Sandro Lombardi e Davide Riondino, regia di Federico Tiezzi

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NORA. «L’accostamento tra la selva dei suicidi e Marilyn Monroe, tra Paolo e Francesca e Lady Diana e Dodi Al Fayed, il Canto su tiranni e l’impiccagione di Saddam Hussein. O il rapporto maestro/allievo tra Brunetto Latini e Dante rivisto attraverso quello tra Andy Warhol e Lou Reed: mi suonano tutti sorprendenti e convincenti, azzardati e nello stesso tempo giusti. Il teatro è fatto di azzardi e finora ha funzionato molto bene».

Sandro Lombardi parla dell’originale percorso drammaturgico pensato da Fabrizio Sinisi in cui la poesia di Dante si fa complementare alla cronaca del secolo scorso in “Inferno Novecento”, secondo appuntamento de “La notte dei poeti”, oggi alle 20. Protagonista dello spettacolo con la regia di Federico Tiezzi, Lombardi avrà al fianco David Riondino. « È un bel ritrovarsi dopo quindici anni da un lavoro sull’Inferno che ebbe molta fortuna – sottolinea l’attore – come interpreti ci scambiamo i ruoli e dialoghiamo nelle parti in cui Dante parla con i dannati o con Virgilio. Insomma c’è molto movimento pur all’interno di un setting molto austero, nel senso che non ci sono scenografie, ma ci affidiamo alla bellezza dei luoghi naturali». Lo spettacolo, spiega Lombardi, è una lettura dell’Inferno cercandovi possibili prefigurazioni di quanto è accaduto nel ‘900. «Una lettura figurale nel senso che Auerbach dava a questo concetto, cioè cercare in un testo precedente prefigurazioni e profezie di quello che sarebbe accaduto dopo. La seconda idea che sorregge la struttura è stata di cercare questi agganci novecenteschi non nella poesia o nella letteratura, ma proprio nella cronaca, nel grande giornalismo - da Fernanda Pivano a Rossana Rossanda, Aldo Cazzullo, Oriana Fallaci o Enzo Siciliano che citiamo nella descrizione del corpo di Pasolini assassinato la mattina dopo, uno dei pezzi più belli, forse».

In fondo anche Dante fece cronaca dei suoi tempi inserendo spesso episodi di una piccola cronaca del suo tempo, che fa diventare assoluti.

«Il senso dello spettacolo è di far percepire come la cronaca possa diventare storia, e rivedendo la nostra contemporaneità renderci conto di come episodi che ci sono scivolati sulla pelle possano appunto tra qualche secolo essere ricordati come episodi fondamentali della storia del passato» conclude Lombardi. Con il crollo delle torri gemelle la cronaca giunge al nuovo secolo, per arrivare fino alle decapitazioni dell’Isis, affiancate alla ferocia nel Canto di Ugolino.

L’accompagnamento musicale è di Daniele Deias, clarinetto, Lia Scalas, oboe e Sonia Vargiu, fagotto, del Conservatorio di Cagliari.

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