La Nuova Sardegna

Agricoltura, tre agenzie in cerca d’identità

Spesso criticate Agris, Laore e Argea mettono in fila i punti di forza e le criticità nella loro missione

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CAGLIARI. Tre agenzie regionali ruotano intorno al mondo dell’agricoltura. Sono Laore, Agris e Argea. Secondo alcuni sono troppe, o comunque dovrebbero essere “rimpastate”al più presto visto che si occuperebbero più di burocrazia e meno di affiancare gli agricoltori nelle aziende. Sta di fatto che, nei giorni scorsi, i tre direttori generali sono stati convocati dalla commissione Attività produttive del Consiglio regionale e hanno detto la loro.

Agris. È l’agenzia che dovrebbe occuparsi di ricerca in agricoltura, per migliorare la qualità della produzione. Invece? Su 493 dipendenti – ha detto il direttore Raffaele Cherchi – i ricercatori sono soltanto 80 e hanno un’età media di 54 anni. «È una contraddizione – ha aggiunto – il forte squilibrio nel personale non permette ad Agris di portare avanti i progetti per cui è stata fondata». C’è di più: da 52 milioni il budget è stato dimezzato, 26, e «tolte le spese vive non resta granché per la ricerca».

Laore. Ha il compito di sostenere lo sviluppo rurale e valorizzare le produzioni locali. Per il direttore generale Maria Ibba sono stati finora ottimi i risultati raggiunti per rilanciare i settori oleario e vitivinicolo. A essere in crisi, secondo Laore, è il cerialicolo. «I produttori - ha detto Ibba – sono in grande difficoltà e l’unica strada per uscire dalla crisi è quella di vincolare la produzione di prodotti tipici locali all’utilizzo delle materie prime sarde». Dunque, c’è la necessità di dare più forza anche commerciale alla filiera per «essere di qualità e competitiva nel mercato globale».

Argea. È l’agenzia che sostiene gli imprenditori agricoli nei bandi europei e regionali. Secondo il direttore Gianni Ibba, la lunga stagione del Piano di sviluppo rurale 2007-2013 è andata bene: «Non spenderemo solo 30 dei 240 milioni che avevamo a disposizione», ha detto. I punti critici sono soprattutto due: il forte contenzioso, 1.400 cause l’anno, e il fatto che l’Argea istruisce le pratiche, ma non eroga i contributi, compito che è accentrato nelle mani della’Agea nazionale. È un strozzatura denunciata più volte dalle associazioni degli agricoltori e una soluzione va trovata al più presto.

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