La Nuova Sardegna

Il centrosinistra in massa all’happening di Sanluri

di Umberto Aime

Doveva essere un conclave ma gli invitati invece potrebbero essere oltre 300 I 12 partiti della coalizione e le polemiche della vigilia. Pigliaru e Soru protagonisti

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CAGLIARI. Il grande giorno è arrivato. Se poi sarà davvero grande – potrebbe esser anche molto piccolo – lo si capirà solo a tarda sera. È il giorno del conclave del centrosinistra, con taglio del nastro e arrivo delle delegazioni alle 9 nell’ex collegio degli Scolopi. Collegio in cui il segretario regionale del Pd Renato Soru ha studiato quand’era ragazzo, da lì è partito, e che oggi sarà lo scenario del primo «incontro della coalizione con il governo regionale» – testuale dal sito dei Democratici – dopo la vittoria alle elezioni del 2014. Doveva essere questo il vertice in cui i dodici alleati avrebbero dovuto decidere, insieme al presidente della Regione Francesco Pigliaru, come far partire il rimpasto in Giunta. Però proprio il rimpasto sarà l’unico argomento tabù almeno fino a settembre. All’ordine del giorno ci saranno solo «i temi centrali – ancora testuale – di quanto insieme abbiamo fatto e faremo per far uscire la Sardegna dalla crisi». Senza che per questo ci «siano esami reciproci», è un altro dei giuramenti che hanno preso i partecipanti. Sarà proprio così?

La vigilia 1. È stata tutt’altro che facile e non sono mancate certo le polemiche. Prima di tutto sul numero degli invitati. Doveva essere un incontro riservato a delegazioni ristrette, ma alla fine è probabile che a firmare il libro delle presenze siano in trecento. Troppi, è stato il commento di chi aveva in mente – Centro democratico e Partito dei sardi – un vero conclave da «tenersi in un monastero» e qualche giorno fa ha commentato con ironia: «Rischia di essere un happening organizzato come al solito da un centrosinistra tafazziano». Sta di fatto che la lettera d’invito è stata inviata dal Pd agli altri dodici partiti della coalizione: Sel, Cd, Partito dei sardi, Psi, Upc, La Base, Irs, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Rossomori, Idv e Verdi. A decidere il peso delle delegazioni sono stati proprio i partiti e pare che in molti siano stati di manica larga nel formarle. Al momento della conta sarà chiaro chi sarà sceso in massa o meno a Sanluri. Poi sono stati convocati i 36 consiglieri regionali del centrosinistra, dodici assessori, tutti i quindici parlamentari eletti in Sardegna e un numero imprecisato di sindaci e amministratori comunali. Secondo alcuni, non mancheranno neanche le guest star, gli ospiti speciali.

La vigilia 2. È stata movimentata anche dai rumors sui coordinatori dei nove tavoli tematici in cui saranno discussi i «temi del momento». Sono quelli su cui dovrà incentrarsi «in futuro l’azione di governo del centrosinistra» che, come sostengono tutti, «ha bisogno comunque di un’accelerazione», nonostante «quanto finora abbiamo fatto e che è stato molto buono». I presidenti di commissione del Consiglio (quattro del Pd, due di Sel e Sardegna Vera) avrebbero preferito che il coordinamento fosse affidato a loro o comunque ai consiglieri regionali. Non sarà così: a scegliere i gestori dei nove tavoli è stato il Pd e oggi si saprà a chi il segretario regionale ha affidato il compito di «presentare nel tardo pomeriggio la sintesi finale del dibattito della mattinata». Filerà tutto liscino nella composizione dei laboratori? Chissà.

La vigilia 3. È stata movimentata anche dalle voci su un possibile match pubblico fra i due protagonisti indiscussi di questi mesi vissuti troppo spesso ad alta tensione dentro la coalizione anche dopo la pesante sconfitta alle ultime elezioni amministrative. Ma dopo diversi incontri separati con gli alleati o alla fine di alcuni faccia a faccia, Renato Soru e Francesco Pigliaru hanno fatto capire più volte che «non vogliono litigare», «non ci faranno litigare», perché «entrambi invece siamo impegnati a costruire un’azione di governo unitaria e condivisa con tutti gli alleati». Alla vigilia Soru ha preferito non andare oltre questa dichiarazione: «Sarà un confronto costruttivo e sereno, senza tensioni particolari». Pochi giorni fa anche Pigliaru si è detto ottimista sull’esito del maxi vertice. Ma ci sono anche altri trecento inviati e tutto, proprio tutto, potrebbe accadere.

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