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Scontro di Soru con Deiana e Paci

Scontro di Soru con Deiana e Paci

Negli otto tavoli tematici molte proposte e qualche scintilla su fisco e trasporti

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DALL’INVIATO A SANLURI. I tavoli tematici dovevano essere nove, sono stati ridotti a otto non per volontà politica, ma perché in una delle sale l’aria condizionata non funzionava proprio. Risolto di slancio questo problema, non c’è voluto molto per mettere a tacere anche quello sui coordinatori. Con qualche artifizio, gli equilibri sono stati trovati anche se alla fine all’appuntamento non si è visto il presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale Franco Sabatini sorpassato a sinistra, nel coordinamento, del tema «entrate e dintorni» dall’ex deputato Giulio Calvisi. Messi da parte gli incidenti di percorso, gli otto laboratori hanno lavorato con profitto e senza finire su altre bucce di banana. Solo in due stanze, raccontano nella platea del teatro degli Scolopi visto che il dibattito era a porte chiuse, c’è stata aria di tempesta. È stata in quella dedicata alle entrate e al bilancio della Regione in cui Renato Soru avrebbe contestato all’assessore Raffaele Paci, i due a malapena si sopportano, di aver mollato troppo in fretta la presa con lo Stato sugli arretrati dei trasferimenti. Il segretario del Pd avrebbe detto che per qualche errore la Sardegna ci avrebbe rimesso oltre un miliardo. Paci a chi lo contestava avrebbe replicato: «Abbiamo recuperato buona parte dei quella cifra e poi la vertenza è ancora aperta». Sta di fatto che per il resto della giornata i due non si sono rivolti più la parola e neanche scambiati uno sguardo. Il secondo tavolo tumultuoso è stato quello dei trasporti, presieduto dall’assessore comunale di Cagliari Mauro Coni. Anche in quella stanza è stato Soru a lanciarsi in una requisitoria, ribadita poi anche nell’assemblea pubblica, sulla gestione della continuità territoriale aerea e marittima da parte dell’assessore Massimo Deiana. Fra i due il confronto sarebbe stato molto serrato, con il segretario pronto nel ribadire non possiamo pagare lo sconto sui biglietti, è la tariffa unica, anche per i continentali e non dobbiamo rinunciare alla Ct2 fino a «consegnarla alle low cost che sono una lotteria». L’assessore avrebbe replicato che la Ct1 per Roma e Milano scadrà nel 2017 e fra due anni sarà tutta un’altra cosa, mentre sulla Ct2 «l’Europa ha le sue regole e non possiamo girar la faccia dall’altra parte». Anche in questo caso e da quel momento in poi i due hanno evitato di pestarsi i piedi anche al bar. Dalle altre stanze dopo due ore di confronto sono usciti solo visi sorridenti. Dalla sanità coordinata da Pierluigi Frau (Pd) e Raimondo Perra (Psi), con una relazione finale che può essere riassunta così: «Dobbiamo fare in fretta a raddrizzare la barca». Dagli Enti locali, con il coordinatore Pier Sandro Scano, Pd e presidente dell’Anci, capace di non scontare pochi nonostante le molte fibrillazioni della vigilia. Poi cultura e istruzione, che è stata capace di autogestirsi come si faceva una volta dopo aver occupato il liceo. Per poi affidare a Dolores Lai (Pd) questa sintesi: «Sulla scuola ci giochiamo la partita più importante». Anche i tavoli sull’ambiente (Chicco Porcu Pd), sul lavoro (Luciano Uras Sel) e sull’agricoltura Marco Piras (Rossomori) hanno lavorato senza sussulti. Merito di chi? Del presidente PIgliaru: è stato lui il grande tessitore. (ua)

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