Sede assessorato, resta la protesta
I sindacati contestano l’ipotesi di abbandonare la sede di via 28 Febbraio
CAGLIARI. Per la nuova sede dell’assessorato regionale al lavoro ci sarebbe un’altra ipotesi: un edificio nuovo di zecca, da costruire nel viale Trieste su un’area pubblica. Nel frattempo gli uffici e tutti i dipendenti verrebbero divisi tra l’ex sede di Sardegna Promozione, anche quella in viale Trieste, e l’edificio di proprietà dell’Immobiliare Europea dove la Regione paga da anni quasi un milione di euro all’anno d’affitto malgrado siano occupati solo due piani su cinque. A denunciare quella che viene definita una scelta folle sono il Fe.D.R.O e il S.a.di.r.s - i sindacati dei dipendenti regionali - che ormai da oltre un anno combatte una battaglia per scongiurare l’abbandono del palazzo ex Enalc di via 28 febbraio, che la Regione vorrebbe vendere. Il sindacato ha più volte denunciato come la Regione continui a spendere soldi pubblici in canoni d’affitto e insista nella decisione di alienare l’ex hotel, che ha bisogno di interventi di manutenzione e di ristrutturazione imposti dall’Asl 8: «Non entrando nel merito delle legittima scelta di costruire un nuovo edificio regionale nella zona degli uffici regionali siti a Cagliari nell’area di Viale Trieste – scrivono i due sindacati in una nota in cui chiedono un incontro con l’assessore agli enti locali Cristiano Erriu - non riusciamo tuttavia a comprendere quale sia per la Regione la convenienza di mantenere la locazione passiva dei locali di Via San Simone, presumibilmente per parecchi anni, con spese di svariati milioni di euro anziché mettere semplicemente a norma con poca spesa l’edificio di proprietà di via 28 febbraio, in attesa della costruzione del nuovo edificio in Viale Trieste».
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