Come nascerà l’Agenzia delle foreste
Forestas prenderà il posto dell’Ente. Il disegno di legge in Consiglio. Perplessi sindacati e opposizione
CAGLIARI. L’Ente foreste c’è sempre stato: è nato all’incirca insieme all’Autonomia. Ma chissà perché la Sardegna è l’unica regione a non aver avuto finora una legge che regolamenti e gestisca uno dei suoi più grandi patrimoni: un milione e 200mila ettari di boschi, la metà della sua superficie totale. Per colmare questo vuoto inspiegabile ai più, la Giunta ha approvato e poi consegnato nelle mani del Consiglio regionale, un disegno di legge che dal 2016 dovrebbe finalmente disciplinare la «materia forestale» e dare anche un senso economico a questa ricchezza. Però, guarda il caso, per ottenere tutto questo e molto altro a sparire sarà proprio l’Ente foreste. Già commissariato fra meno di uno anno, se la proposta sarà approvata dall’aula, sarà sostituito dall’Agenzia Forestas. È una mutazione non solo a parole, ha detto l’assessore all’Ambiente Donatella Spano nel presentare i 55 articoli. Sono destinati – è questo l’auspicio – «a migliorare e valorizzare la gestione delle foreste, ma anche a rendere più moderno l’intero sistema». Un sistema più volte criticato, a ragione o a torto, con l’Ente foreste definito uno dei «carrozzoni» della Regione per colpa dei troppi soldi pubblici ingoiati (61 milioni, contro un incasso di appena uno) e delle assunzioni esagerate, con un organico di 6.500 dipendenti fra contratti a tempo indeterminato e stagionali «Non sarà più così – ha detto l’assessore – tutela e sviluppo d’ora in poi cammineranno insieme fino a essere un vero investimento». Saranno coinvolte le amministrazioni comunali ma anche i privati che sono proprietari dei due terzi, intorno al milione di ettari del patrimonio, poi dati in concessione all’Ente foreste». La riforma è stata già criticata dai sindacati, che non credono nell’Agenzia e hanno molti dubbi sul riordino delle competenze. «La ritrovata efficienza amministrativa, sarà nominato un amministratore unico, e la nuova missione non penalizzerà i dipendenti: dovranno solo lavorare in modo diverso», è stata la replica di Solinas, presidente della commissione che da subito comincerà a studiare il disegno di legge. «Lo vogliamo approvare a settembre – ha aggiunto – perché dal 2016 dovrà marciare anche la filiera dei boschi, a cominciare dal rilancio della produzione del sughero». C’è ancora da risolvere il problema degli stagionali, «siamo sulla buona strada», ha detto l’assessore, ma intanto Antonello Peru di Fi ha fatto sapere: «È solo un’altra etichetta di una Giunta molto attenta alla teoria e poco alla pratica».
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