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L’ad Tirrenia alla Camera: «Rispettiamo il contratto»

L’ad Tirrenia alla Camera: «Rispettiamo il contratto»

Tariffe congelate e a dicembre inizierà la trattativa sulla nuova convenzione Mura: «Pronti a collaborare con l’Antitrust». I commenti dei parlamentari

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CAGLIARI. Alla sua prima uscita ufficiale il nuovo amministratore delegato di Tirrenia, Massimo Mura, ha dovuto navigare per forza in un mare tempestoso, quello della politica. Nell’aula della commissione Trasporti della Camera, chi ora rappresenta l’unico proprietario della compagnia, l’armatore Vincenzo Onorato, ha fermato sul nascere chi poteva contestarlo. Come? Così: le tariffe non aumenteranno da qui alla fine dell’anno, anzi quelle per le merci sono già più basse del listino prezzi concordato con lo Stato. Per poi rispondere alla domanda più delicata: quella del monopolio. Onorato oggi è l’unico azionista di Tirrennia-Cin e della sua storica compagnia, la Moby, e questo sia sa non piace a molti. Ma Mura ha detto: «Nell’acquisto abbiamo rispettato in pieno le norme dell’Antitrust e siamo pronti a collaborare nel caso in cui ci fosse un’indagine sull’assetto della società e sulla concorrenza nel trasporto marittmo». Subito dopo ha aggiunto che non ci saranno licenziamenti, la sede legale rimarrà a Cagliari e «dal prossimo piano industriale sarà ancora più chiaro a tutti che Tirrenia è e sarà sempre più al servizio dei sardi e della Sardegna». Tra l’altro a dicembre scadranno i primi tre anni della convenzione che, in nome della continuità territoriale marittima, garantisce fino al 2020 72 milioni all’anno per il servizio pubblico. «Siamo disponibili a ridiscutere il contratto di servizio – ha detto l’amministratore delegato – e coinvolgeremo anche la Sardegna nella trattativa su alcune condizioni che secondo noi possono essere migliorate a vantaggio di tariffe ancora migliori». Ai parlamentari sardi, molti dei quali presenti l’audizione, è spettato il compito non solo di «interrogare» Mura ma anche quello di commentare le dichiarazioni ufficiali dell’amministratore delegato. Secondo Romina Mura del Pd: «Sin da ora bisogna lavorare perché nel 2020 ci sia una vera continuità territoriale, ma nel frattempo è il Governo che deve impegnarsi per riconoscere alla Sardegna il diritto a una compensazione economica per il suo stato d’insularità». È questa la vera scommessa del centrosinistra, a parte che vuole capire meglio come funzionerà il monopolio Tirrenia-Moby, che sul tema ha presentato già il conto a Renzi. Secondo Settimo Nizzi di Forza Italia, «le dichiarazioni dell’amministratore delegato sono state ineccepibili e hanno dimostrato che le grida di allarme degli ultimi giorni erano infondate e la qualità del servizio è l’unico obiettivo che ha in mente il nuovo proprietario». Di tutt’altro avviso è stato il comunicato rilanciato da Mauro Pili di Unidos: « Il Governo – ha detto – continua a essere latitante su questa sconcertante vicenda con la complicità delle difese d’ufficio del monopolio da parte di qualche parlamentare sardo». Del caso Tirrenia si sarebbe dovuto occupare anche il Consiglio regionale, ma la discussione su un vecchio ordine del giorno, presentato prima dell’affare Moby-Tirrenia, è stata rinviata. Denunciava quello che sarebbe potuto accadere, il monopolio, ma nel frattempo tutto è già accaduto.

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