La Nuova Sardegna

«La mia vita scorre tra le canzoni»

di Roberta Sanna
«La mia vita scorre tra le canzoni»

Lo scrittore Erri De Luca stasera alla “Notte dei poeti” di Nora per lo spettacolo “La musica provata”

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NORA. “La musica provata”, in scena stasera alle 20 alla “Notte dei poeti”, vede come protagonista Erri De Luca, che così racconta lo spettacolo: «È un concerto di Stefano Di Battista e la sua band con Nicky Nicolai alla voce, e la gran parte delle canzoni sono mie, testi e musica, che loro hanno arrangiato al meglio, non essendo io musicista. Viene da un esperimento da cui sono nati un libro e un dvd dallo stesso titolo, una sorta di autobiografia musicale, attraverso le musiche che sono state colonna sonora dei tempi e delle circostanze in cui si sono presentate. E poi ci sono i miei interventi di contorno, racconto storie». «Per me – precisa de Luca – tutto è riducibile a narrativa. Anche quando faccio traduzioni dall’ebraico antico, la narrativa si trasferisce nel commento, che spiega il motivo di quella scelta, dell’avventura che quella singola parola fa nel corso della scrittura sacra».

Anche la musica, quindi, nasce dalle parole. «Parto sempre da quelle», spiega lo scrittore, che racconta: «La musica era molto vissuta dalle donne di casa, mia mamma e mia nonna. Nell’infanzia mi hanno aiutato a raggiungere l’intonazione perché sono nato un po’ stonato. Poi lo studio della chitarra classica mi ha permesso di andare per conto mio». Fra le altre ci sarà una variante di “Io te vurria vasà” e un paio di canzoni del precedente “Nel nome della madre”. E ancora una tarantella sull’Italia che si chiama “Viva l’Ità”, «una ballata scanzonata sui nostri contrattempi e i nostri guai», precisa lo scrittore, ed anche una musica ricavata dal Qoelet-Ecclesiaste che dice: “Tutti i fiumi vengono al mare e il mare non si riempirà”, una canzone veloce e allegra. Poi c’è qualche verso di poeta come nella canzone finale “Arrivederci fratello mare”, che ripete i versi di una poesia di Nazim Ikmet».

“La musica provata” è uno spettacolo molto richiesto che girerà anche l’anno prossimo, apprezzato dalla critica, che ha accostato De Luca a Leonard Cohen. «È il mio preferito, ma l’accostamento mi sembra fuori misura, non userei nemmeno un comparativo di minoranza», si affretta a precisare lo scrittore, che racconta come ha finora percepito le reazioni del pubblico. «Oltre la partecipazione, c’è un sentimento di affetto, qualcosa che va al di là del gradimento di una serata passata insieme, come se avessero a che fare con una persona misteriosamente amica. Anche perché chi viene a vederci ha spesso letto le mie pagine, quindi c’è qualcosa di più della buona riuscita. È un incontro che rimane. Lo vedo perché dopo resto ancora lì, non sono di quegli artisti che se la svigna, ma resto con le persone che vogliono scambiare una parola con me, o farsi firmare una cartolina».

De Luca ha voluto inserire anche la sua “Preghiera laica per i migranti” scritta lo scorso aprile dopo il tragico naufragio a sud della Sicilia, e in riferimento alle reazioni dei giorni scorsi contro i migranti a Roma e Treviso, commenta: «Mi sembra che un pezzo della nostra società sia disposto a subire qualunque prepotenza, ma quando ha a che fare con persone più deboli di loro, allora esercita a sua volta una prepotenza. E questo comportamento – la prepotenza sui più deboli – lo chiamo vigliaccheria».

Il 21 settembre riprenderà il processo che vede De Luca imputato per istigazione, per i fatti legati alle proteste anti Tav. Vorrei dire che io a quel processo ci sarei andato anche se non fossi stato l’imputato, perché è un processo che misura il grado di applicazione dell’art. 21 della Costituzione, quello che garantisce la più ampia libertà di espressione, cui si contrappone quell’articolo del codice Rocco sul reato di istigazione, rimasto latente, finora mai applicato ad uno scrittore, che viene applicato nel mio caso. Mi si mette sul banco degli accusati con una consistente pena erogabile, e da solo. Ma fuori di quell’aula e di quella imputazione, io non credo di essere solo, ma molto bene accompagnato. Quindi mi sento un caso che riguarda molti cittadini».

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